Tutti guardano all'oro, ma l'argento intanto...

L’oro continua a rappresentare nella mentalità dell’investitore tradizionale uno dei più classici strumenti di protezione dai rischi di crollo dei mercati finanziari.

La sua visibilità negli ultimi anni è stata un po’ appannata dal ciclone Bitcoin il quale può vantare certo caratteristiche di strumento difensivo nei momenti di tensione, ma la cui volatilità (e la giovane età) lo rende decisamente più rischioso rispetto al metallo giallo soprattutto se la finalità è quella della protezione. Entrambi gli strumenti non hanno flussi cedolari ed è per questo che tradizionalmente l’oro fa bene in ambienti di tassi reali negativi.

Se poi aggiungiamo il fatto che quasi 13000 miliardi di Dollari di debito globale hanno rendimento negativo capiamo bene il motivo per cui l’oro ha ben performato negli ultimi tempi.

Se l’inflazione sta infatti scendendo lentamente, ma inesorabilmente, le banche centrali sono già entrate in modalità easing monetario oppure lo faranno a breve (vedi Fed) tagliando il costo del denaro.
Altre banche centrali come BCE e BOJ in realtà non sono mai uscite dal mondo dei tassi negativi e questo spiego il perché la tendenza del metallo giallo è stata crescente ma con risvolti tecnici che negli ultimi tempi stanno alimentando le premesse per un cambio di passo.

Il grafico dell’oro sintetizza in modo molto semplice tutto ciò. Dal momento in cui i tassi reali hanno cominciato a scendere sulla consapevolezza di un taglio nel costo del denaro da parte della FED, l’oro ha messo il turbo salendo da fine aprile da 1275 $ fino al massimo di 1440 di pochi giorni fa.

Questo movimento segue un primo troncone di rialzo che aveva preso il via ad agosto 2018 da 1160 e culminato con l’ennesimo interessamento della resistenza di area 1350. Già perché era proprio questo il livello che dal minimo di 1050 $ di fine 2015, ha sempre arginato le velleità del metallo giallo.

Tanti tentativi tra 1350 e 1380 senza mai riuscire a valicare una barriera che finalmente nel mese di giugno ha ceduto. Naturalmente il dubbio di chi entra sulla rottura di una resistenza che per tanto tempo ha fatto da tappo è se questa è una trappola per tori oppure no. Possiamo dire che la chiusura di settimana e di mese sopra la resistenza può di per sé essere considerata una conferma ma le prossime settimane saranno decisive.

Ma un altro metallo prezioso che cova sotto la cenere c’è e si chiama argento. Il rapporto di forza tra oro e argento ci dice che per avere un’oncia del metallo giallo ora ne servono 91 di Silver; siamo ad un passo dal massimo storico di 99 del 1991.

E mentre tutti guardano all’oro può avere senso puntare anche qualche fiche sull’argento ma ad una condizione. La condizione è che il prezzo riesca a superare e confermare la rottura della resistenza di 15.75 con incremento del long Silver sopra quota 16. Il grafico ci mostra con chiarezza come a 14 $ l’argento ha realizzato due minimi primari, ma anche come la down trend line in essere dal 2016 comincia ad essere sotto pressione.

La fase di accumulazione sta per terminare?

---

Vuoi fare trading sull'argento?

Apri un conto con la piattaforma usata dai traders di investire.biz, visita il broker www.kimuratrading.com

---

0 - Commenti