Aperture turbolente sui mercati finanziari

La settimana sui mercati finanziari è iniziata in maniera turbolenta, con i prezzi del petrolio che sono schizzati verso l'alto come non si vedeva da oltre 30 anni, a causa di un attacco (rivendicato dai ribelli Houthi dello Yemen) ai danni di un impianto petrolifero della Saudi Aramco, da parte di droni militari. L'attacco ha dimezzato la capacità produttiva della società di estrazione.

Un evento che potrebbe ripercuotersi non solo sul prezzo del petrolio, salito di oltre il 20% in poche ore, ma anche su tutte le altre materie prime, tanto che è stato lo stesso Donald Trump, presidente degli Stati Uniti d'America, ad annunciare che le forze armate statunitensi sono pronte ad intervenire, qualora la situazione dovesse degenerare.

A pagare le conseguenze di questa situazione sono tutte le aziende che dipendono dal prezzo del petrolio. Le società maggiormente esposte a questa variabile sono le compagnie aeree, che mediamente in borsa hanno perso il 3% in apertura dei mercati.

Oltre a questi avvenimenti che coinvolgono il petrolio greggio, rimangono ancora dubbi riguardo i dazi voluti da Donald Trump, sembra che anche l'Europa possa essere danneggiata da questa situazione. Al momento non vi sono conferme, ma dovremo restare molto attenti a questa eventualità, poiché potrebbe rivelarsi molto negativa per i consumi europei e per tutte le aziende ad esso collegate.

Dobbiamo tenere presente che i consumi rappresentano circa il 25 per cento del PIL in Europa e, pertanto, l’ impatto su questo settore sarebbe estremamente rilevante. Una guerra, quella dei dazi, che potrebbe ripercuotersi contro gli stessi Stati Uniti, dato che le esportazioni USA dipendono molto dall'Europa.

Le decisioni del team di Donald Trump stanno rafforzando l'economia del paese, tanto che anche la disoccupazione è ai minimi storici ma, secondo gli analisti, questa politica molto aggressiva genererà problemi ben piu' gravi in futuro. Un primo grave problema è dovuto ad un dollaro molto forte che sta indebolendo il settore delle esportazioni sempre piu' velocemente.

Un altro elemento di instabilità dei mercati è dovuto alle voci secondo cui la FED  taglierà i tassi di interesse dello 0,25%, in occasione della riunione del 18 settembre.

Questa decisione può essere replicata da altre banche centrali, che si riuniranno il giovedì di questa settimana per prendere decisioni sui tassi:

  • Giappone: Non sono previste modifiche. Attuale: -0,10%;
  • Regno Unito: Non sono previste modifiche. Attuale: 0,75%;
  • Svizzera: Non sono previste modifiche. Attuale: -0,75%;
  • Norvegia: Potrebbe aumentare dello 0,25%. Attuale: 1,25%.

Ecco i principali avvenimenti della settimana:

  • Proiezioni economiche del FOMC degli Stati Uniti;
  • Tasso d'inflazione del Regno Unito;
  • Fiducia in Germania;
  • Permessi di costruzione degli Stati Uniti;
  • IPC europeo;
  • Indice di produzione del FED.

Nel calendario economico è possibile vedere gli appuntamenti piu' importanti della settimana entrante, con l'indicazione dell'impatto che potrebbero avere sui mercati.

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