Petrolio: settimana negativa e scorte in aumento, prezzi giù

Una settimana ricca di brutte notizie per il petrolio. Inizia subito con una notizia negativa : Libia e Nigeria, entrambi membri dell’OPEC, hanno annunciato un aumento delle esportazioni. La produzione libica, secondo le stime OPEC, è salita di 210 mila barili al giorno ed è ora a quota 760 mila barili al giorno. Quella nigeriana, invece, è salita di 100 mila barili al giorno ed è ora a quota 1,17 milioni di barili al giorno. Inoltre, il paese africano, spera di incrementare le esportazioni  di altri 200 mila barili al giorno entro dicembre.

La seconda notizia che ha scosso profondamente le quotazioni del petrolio sono stati i dati sulle scorte, pubblicate mercoledì. All’arrivo delle statistiche settimanali dell’Energy Information Administration (EIA) le quotazioni sono crollate del 4%. In questo periodo i dati sulle scorte rappresentano l’unico modo per giudicare l’efficacia dei tagli di produzione imposti dall’ OPEC. Dal comunicato abbiamo una crescita inattesa degli stock petroliferi USA. Benzina e greggio, la settimana scorsa, sono saliti di 3,3 milioni di barili. Le raffinerie USA invece hanno un po’ rallentato anche se le scorte di distillato rimangono alte, a quota 4,4 milioni di barili. La domanda continua a non decollare :  i consumi di benzina sono inferiori dello 0,7 rispetto l’anno scorso.

Per quanto riguarda l’offerta di greggio, Tomas Varga della Pvm Oil Associates è convinto che il mercato potrebbe risalire nel secondo semestre. Inoltre aggiunge che sarà costretto a cambiare idea solo se le estrazioni da Nigeria e Libia dovessero continuare a salire velocemente. Dal lato della domanda, infine , i prezzi potrebbero essere sostenuti dalla crescente domanda cinese. Secondo le stime ufficiali, a Maggio la Cina ha importato 8,79 milioni di barili al giorno, che corrisponde all’8% in più rispetto ad Aprile.

La terza notizia, che però non ha dato una scossa rilevante al mercato, è stata quella delle crescenti tensioni in Medioriente, con il Qatar accusato di appoggiare il terrorismo. Il Qatar, membro dell’ OPEC, è produttore di petrolio ma anche di gas liquefatto, di cui è il numero uno al mondo.  L’agenzia Reuters ha comunicato che: << Il blocco dei flussi di gas dal Qatar verso gli Emirati potrebbe dare una significativa spinta all’escalation del conflitto e a quel punto bisognerà preoccuparsi >> .

La giornata di venerdì si conclude con il WTI in ripresa al Nymex. Il contratto a luglio chiude a 45,83 dollari al barile, in recupero dello 0,4%. A sostenere il prezzo è stato il comunicato della Shell Development Company dove si legge che qualcuno ha fatto un buco nell’oleodotto. Ciò porta gli investitori a credere che la produzione, del paese africano, sia tutt’altro che stabile. Il Brent con scadenza agosto 2017 ha chiuso a 48,24 dollari al barile.

Sabato, 10 Giugno 2017
Francesco Silvestri

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