Petrolio: sarà più importante il vertice Opec o il G20?

In queste ore si stanno aprendo in Giappone i lavori del vertice del G20, un incontro particolarmente atteso. Non solo perché si deciderà la sorte di una guerra commerciale che ha sfiancato i mercati ma anche per le decisioni economiche che ne scaturiranno.

Le previsioni sul G20 

Ma nei prossimi giorni, per la precisione lunedì prossimo, in agenda c’è anche la riunione dell’Opec con la questione Iran da gestire. Ma tra i due eventi, quello più decisivo potrebbe essere il meeting di Osaka. Infatti se è vero che il petrolio è da sempre soggetto ad un ampio ventaglio di variabili, è anche vero che è stata più che altro la guerra commerciale ad aver fiaccato la domanda di materia prima. Almeno ultimamente.  In questo caso le attese sono concentrate sull’incontro di sabato tra il presidente statunitense Donald Trump e quello cinese Xi Jinping; le speranze guardano ad una ripresa dei colloqui.

Accordo e colloqui

Nonostante il ministro dell’economia statunitense Steven Mnuchin abbia recentemente dichiarato che l’accordo tra Usa e Cina era già chiuso per il 90% delle questioni sul tavolo, difficilmente si assisterà, nel breve termine, ad una firma su un accordo risolutivo. Più facile, invece, che si assista ad una tregua commerciale e ad una continuazione dei negoziati che dovrebbero portare, si spera, verso un accordo più ampio. Da parte sua, invece, l’OPEC sembra ormai concentrare maggiormente su di sé le dinamiche, ormai estremamente complesse, delle relazioni tra Russia e Arabia Saudita oltre che dell’Iran con il resto delle nazioni.

La questione Iran 

Infatti all’interno dell’Opec si trovano paesi spesso in conflitto tra loro. ultimo esempio: gli incidenti sulle due petroliere saudite nello stretto di Hormuz. Anche se il peggio è arrivato con l’abbattimento, da parte di Teheran, di un drone spia statunitense. Ad ogni modo, sempre in ambito di previsioni, quelle riguardanti l’incontro di lunedì, parlano di una prosecuzione dei tagli, strategia che, alla fine, sembra essere stata approvata praticamente da tutti i membri. Numeri alla mano, infatti, si parla di un taglio di produzione di 1,2 milioni di barili al giorno.

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