Petrolio: eccesso di offerta per il 2020

  • I mercati petroliferi potrebbero subire un eccesso di offerta nel 2020
  • Preoccupa anche il rallentamento globale derivante dalla guerra dei dazi
  • A meno che non ci sia un forte recupero della domanda sarà difficile che le prospettive possano cambiare

Il 2020, ancora prima di iniziare, rischia di essere un anno difficile per le quotazioni del petrolio. Secondo quanto reso noto dall’ultimo rapporto mensile redatto dall’Agenzia Internazionale per l’Energia la domanda di petrolio per il 2019 come anche per il 2020 è stata tagliata di 100mila barili al giorno.

Le cause 

Alla base di questa decisione ci sarebbero le sempre più numerose incognite a livello internazionale, prima fra tutte l’ormai onnipresente guerra dei dazi tra Usa e Cina. Una guerra che, causando confusione nelle dinamiche di commercio, porterà ad un generale rallentamento degli scambi internazionali. A questo si aggiungano, tra le cause della revisione delle cifre, anche l’andamento e lo sviluppo di una Brexit che solo nelle ultime ore ha già visto clamorosi sviluppi. Di ieri, infatti, la notizia di una proroga da parte dell’Unione, sulla deadline fissata inizialmente al 31 ottobre. Contemporaneamente il Parlamento inglese ha respinto la mozione avanzata dal premier Boris Johnson per eventuali elezioni a fine anno.

Le previsioni

Considerando anche solo questi due ultimi fattori, dazi e Brexit,   il mercato petrolifero è destinato a manifestare per i prossimi mesi un eccesso di offerta che, nel 2020, troverà la nefasta  combinazione di un aumento dell’offerta sullo sfondo di un calo della domanda. anche perché si dovranno osservare anche le dinamiche presenti sul mercato statunitense, nello specifico quelle riguardanti la pubblicazione dei dati macro a stelle e strisce su produzione e consumi. Intanto anche il 2019 ha registrato una domanda più debole del previsto soprattutto sul fronte indiano, con le richieste provenienti dal subcontinente, inferiori a quanto inizialmente ipotizzato.

“Nel complesso, continueremo a vedere un mercato ben fornito nel 2020”, ha dichiarato Keisuke Sadamori direttore dei mercati dell’energia e della sicurezza per l’Agenzia internazionale dell’energia, aggiungendo “Se non cambiano le cose, probabilmente vedremo un surplus di offerta, a meno che non ci sia un forte recupero della crescita della domanda”.

La panoramica

Non sembrano aver avuto conseguenze, quindi, le interruzioni viste a settembre in Arabia Saudita, costretta a dimezzare la sua produzione di petrolio dopo gli attacchi di alcuni droni ad alcuni impianti di estrazione. Per di più sono stati solo relativi i benefici derivanti dalle politiche di tagli fatte dall’OPEC, l'organizzazione dei paesi esportatori di petrolio dal momento che gli Usa hanno incrementato la loro produzione di scisto, parallelamente a quanto fatto anche da Brasile e Norvegia che hanno aumentato le estrazioni di greggio. L’OPEC, infatti, collaborazione con altri produttori maggiori, come la  Russia, aveva confermato un taglio di 1,2 milioni di barili al giorno da gennaio, nel tentativo di sostenere il mercato.

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Cosimo Cata

Cosimo Cata - 29 ottobre 14:58 Rispondi