Petrolio? Anche a 80 dollari per gli analisti

  • Con l’intensificarsi delle tensioni internazionali il prezzo del petrolio potrebbe toccare gli 80 dollari al barile
  • L’Iran annuncia la decisione di lasciare gli accordi sul nucleare del 2015
  • Continua il rialzo delle quotazioni del petrolio

Dopo la morte del generale iraniano Qasem Soleimani causata da un attacco di un drone statunitense, il petrolio ha registrato un aumento improvviso delle quotazioni.

L'andamento del petrolio

Attualmente il Brent sfiora i 60 dollari al barile (69,93) e il WTI supera i 64 (64,15). Non solo, ma stando alle previsioni degli analisti, il prezzo potrebbe continuare a salire parallelamente all’acuirsi delle tensioni internazionali. Un rialzo che potrebbe alzare l’asticella dei prezzi a circa 80 dollari al barile. Immediata la reazione iraniana all’attacco Usa con Teheran che ha parlato di ritorsioni immediate. Intanto la prima decisione ufficiale riguarda gli accordi sul nucleare del 2015, accordi dai quali la repubblica islamica ha intenzione di uscire.

Le previsioni

Secondo quanto previsto dagli osservatori, l’evoluzione della situazione potrebbe essere confinata, in un primo momento al panorama iracheno. Gli scontri potrebbero durare per almeno un mese. In questo frangente i prezzi del petrolio potrebbero mantenersi intorno ai $ 70 al barile ma salirebbero immediatamente a $ 80 se il conflitto si diffondesse nei giacimenti petroliferi del sud dell’Iraq o qualora l’Iran dovesse ostacolare i rifornimenti creando problemi nello stretto di Hormuz.

Non solo petrolio

Quello che si sta verificando attualmente è il classico cigno nero. Infatti le tensioni tra Usa e Iran sono un elemento noto a tutti ma nessuno si era spinto tanto oltre da immaginare scenari come quelli che si stanno verificando nella zona e che potrebbero destabilizzare le previsioni già volatili del 2020 non solo sul petrolio. Venti di guerra, infatti stanno iniziando ad impattare anche sull’oro. Infatti il metallo giallo ha superato abbondantemente la soglia dei 1.500 dollari l’oncia arrivando ad attestarsi a 1.572. Ma la preoccupazione più grande,a  questo punto, resta per i listini azionari. Non più tardi del 2 gennaio il trend era caratterizzato da un clima euforico che ha portato i mercati, soprattutto quelli statunitensi a superare nuovi massimi storici.

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