Perché l'oro non è un porto sicuro come si crede...

Negli ultimi 4 mesi le incertezze legate alla vicenda dei dazi e Brexit hanno indotto gli investitori verso una corsa sfrenata nei confronti dell'oro portando il metallo giallo ad accrescere di circa 100 dollari la quotazione sui mercati. Ormai è convinzione diffusa che detenere una certa quantità di oro nel proprio portafoglio di investimento sia nel lungo termine un investimento che paga. Ma è davvero così?

Le dinamiche dell'oro

La paura spesso fa perdere lucidità e non fa fare probabilmente le giuste considerazioni che vanno fatte nella valutazione lucida dell'impiego dei propri capitali. E' stato storicamente dimostrato che il prezzo dell'oro tiene appena il passo dell'inflazione quindi non dà alcun valore aggiunto al proprio investimento, questo perchè, a differenza delle azioni ad esempio, non beneficia dell'interesse composto. Esso non ha, inoltre, un valore intrinseco, mentre un'azione può essere valutata sulla base di considerazioni sui fondamentali della società che la rappresenta, il metallo prezioso viene quotato alla luce del clima che si determina sui mercati e che è riflesso da quello che succede nel contesto generale. Se la situazione si fa incandescente allora prende corpo nell'investitore il ricorso ad un rifugio che nella sua mente reputa sicuro, altrimenti il prezzo non cavalca mai l'onda. Se il mercato innesca un periodo più o meno lungo di rialzi è alto il rischio che possa deprezzarsi, così come del resto è avvenuto quando, dai picchi del 2011 in piena crisi sistemica dovuta al debito dei paesi europei dell'area mediterranea, ha perso qualcosa come il 30% del valore. E questo solo in ragione del fatto che le manovre espansive delle banche centrali hanno spinto in alto le quotazioni delle borse.

Le previsioni si appoggiano su pochi parametri

Questo fa pensare come prevederne l'andamento sia sempre molto difficile, non essendoci alcun legame con il PIL dei paesi, per cui periodi di espansione o contrazione non determinano nulla. Invece sono solo le turbolenze dettate da situazioni globali contingenti che possono spingere, in preda all'emotività, a far aumentare la domanda e quindi a sostenere il prezzo. Di un'azione viceversa si può tracciare almeno una bozza di valutazione sulla base dell'attualizzazione dei flussi di cassa futuri previsti e metterli in rapporto con l'analisi economica e tecnica che la riguarda, per quanto riguarda l'oro questo lavoro non può essere fatto.

Conclusioni

Quindi conviene investire in oro? Nel lungo periodo no, a mio avviso, ancor più nei momenti di crisi perché è alto il rischio che si sbagli il timing e si arrivi tardi come avvenne nel 2011 dove la quotazione di 1900 dollari l'oncia non è stata in seguito più toccata, adesso si rischia la stessa cosa, le due questioni cardine su cui si regge tutto il clima di incertezza, ossia la guerra commerciale e Brexit potrebbero dipanarsi definitivamente e le quotazioni del metallo giallo negli anni potrebbero tornare nuovamente verso i 1000 dollari.

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3 - Commenti

bruno miciano

bruno miciano - 15 ottobre 18:59 Rispondi

Johnny Zotti

Johnny Zotti - 16 ottobre 09:35 Rispondi

Riccardo Piccinato

Riccardo Piccinato - 3 ore fa Rispondi