Oro: per BofA il prossimo step potrà essere $2.000

Ieri il taglio delle stime di crescita Usa da parte degli esperti di Goldman Sachs. Oggi l’aumento delle previsioni sulle quotazioni dell’oro. Tutto torna.

Il quadro della situazione

Ancora di più se si pensa che i timori di un rallentamento globale potrebbero portare ad un aumento dei provvedimenti accomodanti da parte delle banche centrali. Il tutto in un panorama caratterizzato da un già alto numero di titoli a rendimento negativo. Ma procediamo con ordine e partiamo proprio da quest’ultimo punto. Il livello dei titoli a rendimento negativo si aggira intorno ai 14-15 trilioni di dollari, rendimenti che sono tali più per la presenza di incertezze mondiali e allentamenti monetari che per un’effettiva forza economica delle nazioni che hanno emesso i bond in questione. 

Cosa spinge l'oro?

Per questo motivo, in un mondo pieno di debito a rendimento negativo, molti asset considerati beni rifugio ma che non portano alcun guadagno, come appunto l’oro, potrebbero trovare un nuovo appeal agli occhi degli investitori. Risultato: non è da escludere una quotazione intorno ai $ 2.000 per oncia, come media, sul metallo prezioso, nei prossimi mesi. Si tratterebbe di una conferma di quel trend positivo che ha caratterizzato l’oro già da fine maggio, quando ha superato i $ 1.300 senza incertezze. Non si tratta ancora di quei 1.923 dollari l’oncia del settembre 2011, ma certamente è un andamento incoraggiante. 

La view di Bank of America

A pensarla così è Bank of America Merrill Lynch che in una nota afferma anche che i futuri cicli di allentamento monetario creeranno una dinamica che, con ogni probabilità, continuerà a sostenere i prezzi dell’oro. Il problema, però, sarà che l’aumento dei rendimenti negativi e del rafforzamento del metallo giallo potrebbe a sua volta generare un perverso meccanismo che, complice un sentiment negativo dettato dalla percezione di una generale debolezza economica, potrebbe spingere le banche centrali a proseguire con gli allentamenti.

La previsione

Si creerebbe così una spirale negativa che porterebbe ad una totale distorsione dei mercati. A tutto vantaggio dell’oro. La previsione di BofA  per il secondo trimestre del 2020 resta ancora relativamente conservativa di $ 1.500/oz senza escludere, però, anche i $2000. Inoltre attualmente le banche centrali sono diventate acquirenti del metallo con riserve che, secondo i dati del World Gold Council nel 2020 sono destinate ad aumentare.

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