Oro, è ora di rifiatare prima di un nuovo rally

Potrebbe essere arrivato il momento di riprendere fiato per l’oro? A mio modo di vedere sì e le prove generali le abbiamo viste la settimana scorsa quando un improvviso risveglio dei tassi decennali americani ha favorito il ritracciamento del metallo giallo.

Dati di crescita migliore delle attese in America e Federal Reserve che probabilmente la prossima settimana non abbasserà il costo del denaro di 50 punti base come chiedeva Trump, hanno incoraggiato qualche presa di beneficio dopo una corsa che da giugno ad oggi ha prodotto un rialzo di oltre il 20%.

L’oro fa naturalmente bene quando i tassi reali sono negativi e quando il contesto del costo del denaro è improntato all’easing come ora. Se poi si vive in un mondo eccezionale fatto di tassi nominali negativi, salvo casi di deflazione clamorosi (ma le banche centrali cercheranno di evitarla a tutti i costi), per l’oro c’è un’autostrada spianata davanti.

E così è stato finora.

Tecnicamente parlando saltata la resistenza di 1350/1380 il prezzo è decollato arrivando a toccare la scorsa settimana un massimo di 1555, identico a quello dell’ottava precedente. Un tweezer top?

Vedremo, ma intanto il toro ha scontrato le sue corna contro il 61.8% di ritracciamento di tutto il ribasso 1913-1047 del 2011-2015. Una resistenza tosta insomma.

Questo comportamento ha alimentato anche un ottimismo sfrenato da parte degli hedge fund i quali hanno portato le posizioni nette lunghe a livelli che non si vedevano dal 2016. Stesso discorso per il rapporto tra net long ed open interest che sfiora il 50%. Il sentiment è un po' surriscaldato.

Nel 2016 questo comportamento di euforia diffusa tra gli speculatori intercettò il massimo primario di 1360 $ l’oncia.

La mia idea è che quella che stiamo vedendo è la prima parte di un rally che è già stato capace di generare nuovi massimi storici per l’oro espresso in Euro, Sterline e Yen.

Presto toccherà anche all’oro in Dollari ma perché questo succeda si rende necessaria anche una debolezza del biglietto verde che al momento non si vede all’orizzonte e che probabilmente solo nel 2020 prenderà corpo in modo più consistente.

Le ultime due chiusure settimanali sopra 1550 sono state archiviate con una figura di inversione nota come shooting star ripetuta per due volte. Un segnale forte da parte degli orsi che sono ritornati in campo.

Sotto il minimo della passata settimana (1502) direi che si potrà tentare uno short naturalmente con stop sopra i due massimi recenti.

Con quale obiettivo?

Credo che nei prossimi 2-3 mesi sia ragionevole attendersi un raffreddamento delle quotazioni fino alla precedente resistenza ora supporto.

Quindi 1380/1400 potrebbe essere un punto nel quale il più classico dei return move sarebbe completato dando così la possibilità ai ritardatari di cogliere una nuova finestra di ingresso.

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