Oro o petrolio?

  • Con l’aumentare delle tensioni internazionali il petrolio ha registrato un deciso rialzo
  • Sul lungo periodo, però, sarà l’oro a dare maggiori soddisfazioni agli investitori
  • La stima di Goldman Sachs per il barile si aggira intorno ai 63 dollari

Per i prossimi investimenti gli analisti hanno parlato di un petrolio che potrebbe arrivare anche a 80 dolari al barile. Da parte sua, invece, Goldman Sachs consiglia di comprare oro. Infatti, nonostante l’acuirsi delle tensioni internazionali, il petrolio non riuscirà a reggere il rialzo registrato in questo periodo. Diverso, invece, il discorso per l’oro.

Tensioni internazionali: a chi giovano veramente?

Infatti, storicamente, le tensioni geopolitiche, di qualsiasi tipo esse siano, tendono a favorire il metallo giallo. In altre parole, a meno che non ci sia una forte interruzione dell’offerta, eventualità difficilmente verificabile allo stato attuale dei fatti, il petrolio non continuerà a correre. Gli esperti di Goldman Sachs hanno infatti ipotizzato che nelle prossime settimane il barile non dovrebbe andare oltre i $ 63 contro i 70 toccati in queste ore. Troppe le variabili in gioco e soprattutto troppo difficile riuscire a prevedere eventuali sviluppi in una situazione che vede aperti tanti possibili scenari.

I precedenti

Un esempio? I passati attacchi alle piattaforme petrolifere di Saudi Aramco hanno provocato perdite che, a differenza di quanto inizialmente ipotizzato, sono state recuperate nel giro di qualche giorno. Con un parallelo e repentino rientro delle quotazioni, schizzate in alto anche in quell'occasione. In gioco, adesso, non solo la grande flessibilità tecnica degli impianti ma, in futuro, anche le ampie scorte immagazzinate dalle superpotenze, Cina in testa, che aiuteranno a calmierare eventuali volatilità impreviste.

Il fattore Usa

A questo si aggiunga anche il fatto che gli Usa recentemente sono diventati la prima potenza esportatrice di petrolio al mondo. Il che permette loro di riuscire a sopperire ad eventuali richieste di greggio. Invece con il protrarsi di tensioni geopolitiche, soprattutto se più ampie e meno focalizzate sul petrolio, l’oro troverà nuova linfa vitale per un rally che, finora lo ha portato oltre i 1.500 dollari l’oncia. Per essere precisi il lingotto ha toccato i 1.572 dollari l’oncia ma per Goldman non è da escludere i 1.600 dollari. Anche perché è proprio durante il protrarsi di schermaglie, anche pericolose, o minacce di guerre che le valute perdono terreno. A tutto vantaggio dell’oro che risulta essere una copertura più sicura per gli investitori in cerca di posizioni difensive.

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