Materie prime: ecco perché sono il principale rischio per i mercati | Investire.biz

Materie prime: ecco perché sono il principale rischio per i mercati

Dopo l'esperienza del nichel sull'LME, le Autorità di vigilanza hanno aumentato il livello di allerta sul mercato delle materie prime. Ecco perché sono ancora preoccupate

Quanto successo il mese scorso al London Metal Exchange riguardo il nichel rischia di lasciare il segno nel mercato delle materie prime in futuro. Le Autorità di regolamentazione si stanno preparando per una crisi nei mercati delle commodities. Lo afferma Ashley Aider, Presidente dell'Organizzazione internazionale delle Commissioni sui valori mobiliari (IOSCO).
 
Alla conferenza City Week 2022 a Londra, Aider ha dichiarato che il rapporto che le Authority hanno con gli attori chiave nel settore è spesso inesistente o comunque poco stretto. E aggiunge che il mercato spot è opaco e sui future ci sono una serie di problemi che si rifanno ai margini sugli utenti finali come produttori e acquirenti.
 
Aider ha preso a riferimento il terremoto che si è materializzato l'8 marzo relativamente alle transazioni sul nichel. Quel giorno l'LME ha annullato alcune operazioni per un valore complessivo di 4 miliardi di dollari e ha sospeso le negoziazioni del metallo per oltre una settimana. Quello che è accaduto è il classico fenomeno dello short squeeze, che ha interessato i titoli meme nel gennaio del 2021.
 
A essere coinvolto è stato il gigante cinese del nichel Tsingshan, che deteneva posizioni short per 150 mila tonnellate della materia prima, oltre quelle disponibili nei magazzini LME. In realtà questi erano solo i dati ufficiali, perché vi sarebbero da aggiungere anche le posizioni condotte fuori Borsa, utilizzando contratti over-the-counter.
 
La cancellazione delle contrattazioni ha fatto infuriare gli investitori che invece avevano una posizione rialzista sul nichel, minando in maniera forse irrimediabile la fiducia da parte dei partecipanti al mercato. Ora l'interesse per il nichel è scemato e alcune aziende stanno rivedendo molte cose riguardo il loro rapporto con la Borsa di Londra. Ad ogni modo, il comportamento dell'LME durante quei giorni è finito sotto l'inchiesta da parte della Financial Conduct Authority, della Prudential Regulation Authority e della Bank of England.
 

Materie prime: cosa faranno le Autorità di vigilanza

Cosa bisogna aspettarsi quindi in futuro sul mercato delle materie prime in tema di vigilanza? Nikhil Rathi, Presidente della FCA, ha affermato che il lavoro svolto con la BoE e altre Autorità l'ha rassicurato che i mercati volatili delle commodities potessero essere efficacemente monitorati.
 
Verena Ross, Presidente dell'Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati, invece mantiene accesa una spia rossa, avvertendo che le Autorità di regolamentazione devano rimanere vigili in quanto la volatilità estrema di mercato potrebbe colpire ulteriori short squeeze. Al riguardo, già con l'inizio della guerra Russia-Ucraina, ESMA ha innalzato il livello di allerta sulle varie classi di attività, aumentando il monitoraggio da parte degli organi preposti.
 
Una preoccupazione imminente è che il commercio delle materie prime sia molto legato all'economia reale, con un impatto notevole sia sulla crescita che sull'inflazione. Ross sostiene che è improbabile che quello che abbiamo visto sia l'ultimo picco di volatilità nei mercati delle materie prime, ma anzi continuerà a essere un fattore importante con un impatto sul PIL e sulla crescita dei prezzi.
 
 
 

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