L'ORO SCENDE ANCORA: NUOVI MINIMI A 1.137

L'ORO SCENDE ANCORA: NUOVI MINIMI A 1.137

Prosegue lentamente la discesa dell’oro, arrivato a siglare nuovi minimi a 1.137 dollari l’oncia. A pesare sulle quotazioni del prezioso la vittoria repubblicana nelle elezioni del mid-term, le aspettative per un dollaro ancora forte ed anche, in ultimo, le parole di Draghi, con una Bce che studia nuovi stimoli per un continente che arranca sempre di più.


In tutto ciò è davvero giustificata questa nuova discesa? Tecnicamente sì, infatti la rottura dell’area supporto (quella del “triple dip”) a 1.180 dollari l’oncia chiamava altro spazio per un movimento correttivo.

Ma dal punto di vista fondamentale la risposta è necessariamente la medesima? Probabilmente no, anche vista la domanda del continente asiatico, sempre molto elevata, i costi -estrattivi ancora in crescita (con 7 aziende sulle 19 seguite da Bloomberg che operano ormai in perdita) ed i numerosi focolai di tensione ancora irrisolti. Di fatto una sintesi può essere quella di un oro fisico che scende più di quanto vorrebbe, trascinato al ribasso dall’oro finanziario, quello cartaceo .


Forse le prime risposte ce le daranno già gli svizzeri, a fine mese, quando si recheranno alle urne in un referendum promosso da alcuni esponenti della destra populista (nemmeno l’intero partito lo sostiene al momento), che imporrebbe alla Banca Centrale Svizzera di innalzare almeno al 20% le sue riserve auree, portandola ad acquistare circa 1.600 tonnellate di oro nell’arco di cinque anni.

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