Il rialzo dell'oro proseguirà? Analogie con il 2011

Il poderoso rialzo dell'oro partito da maggio 2019 non può non interrogare gli analisti sulla prosecuzione o meno del rally alla luce degli eventi che si sono succeduti in quest'ultimo periodo e del contesto generale che si va delineando.

Per ben 6 anni la quotazione del Gold è stata incastrata in un range di prezzo 1000-1400 $ l'oncia. Questa fase di lateralità probabilmente è stata giustificata da una relativa stabilità, in tale periodo, del quadro politico economico internazionale accompagnata anche e soprattutto dalle scelte di politica monetaria delle banche centrali.

L'oro è il bene rifugio per eccellenza, non risente dell'inflazione e non perde valore nel tempo in qualunque contesto di mercato, ragion per la quale è molto ambito soprattutto in fasi di turbolenza. Ma per spiegare quanto questo deciso rialzo sia dettato da un clima di incertezza generale o abbia una componente speculativa che faccia pensare ad una bolla, bisogna risalire al 2011 quando il metallo giallo toccò il picco di 1900 $ l'oncia.

Allora era esplosa la crisi del debito dei PIGS, le borse colavano a picco, gli Usa si dovevano ancora riprendere dopo la drammatica crisi del 2008 e Bernanke, ai tempi governatore della Fed, per questo iniziò la fase di quantitative easing che iniettò liquidità nel mercato in modo imponente indebolendo il dollaro. Inoltre il mercato avvertiva il serio pericolo che la Cina, principale finanziatore esterno del debito Usa, cominciasse a vendere in modo regolare treusury bonds spostando capitali verso il metallo prezioso considerato da quelle parti l'investimento per antonomasia in grado di garantire stabilità finanziaria più di qualunque altro.
La quotazione dell'oro quindi, essendo correlata direttamente con l'instabilità generale e inversamente con il valore del dollaro, aiutata anche dal corso del petrolio, raggiunse vette importanti.

Oggi il quadro generale presenta delle analogie, tutte le banche centrali sono orientate a mantenere vita natural durante un atteggiamento dovish riguardo la loro politica monetaria, il ché influenza in modo particolare la Fed a fare lo stesso. Difatti dopo una fase di tapering durata quasi 3 anni, la banca centrale americana si è indirizzata verso una fase 2 di allentamento monetario e di riduzione dei tassi.
Non mancano di certo le situazioni di forte tensione a livello internazionale dove la guerra commerciale che vede come protagonisti Usa e Cina occupa una scena di primo piano. A questo si aggiungono gli ultimi eventi che riguardano la guerra tra Usa e Iran sui pozzi petroliferi sauditi.

Però... ci stanno delle differenze di cui bisogna tenere conto e che possono far sorgere delle perplessità sul fatto che il rialzo dell'oro duri a lungo.
All'epoca la crisi era devastante e si rifletteva in modo naturale sui mercati, basti pensare che la quotazione del FTSE Mib era scesa sotto i 13000 e il Dow Jones sotto i 7000. Oggi invece le borse stanno frantumando record, in particolar modo il Dow, dopo un breve fase di correzione, ha superato i 27000 dollari, mentre il FTSE ha raggiunto quota 22000. Insomma questi numeri fanno capire che il sentiment generale non è di uno stato di emergenza per cui bisogna correre ai ripari.

Inoltre va considerato che gli investitori se da un lato potrebbero essere stimolati ad acquistare oro per effetto dei tassi zero, da un altro lato non avrebbero un'esigenza così imminente di proteggersi dalla perdita di valore del proprio investimento rifugiandosi sui metalli preziosi essendo che l'inflazione attualmente non rappresenta una minaccia e anzi molti paesi stanno cercando di risolvere il problema annoso della deflazione.

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