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Il petrolio, questo sconosciuto... dove andrà nel 2017?

Il petrolio, questo sconosciuto... dove andrà nel 2017?

Dove andrà il Petrolio nel 2017? Ce lo stiamo chiedendo tutti… e di idee chiare in giro ce ne sono davvero poche. Andando a vedere cosa prevedono gli analisti delle banche più importanti al mondo mi accorgo che ci sono le più disparate previsioni. La forchetta dei prezzi previsto per il 2017 oscilla dai 44 agli 80 dollari.
Vediamo di analizzare la situazione e cercare di prevedere cosa ci può riservare il 2017.

Allora l’OPEC il 30/11 e il 10/12 ha ottenuto due successi “sulla carta” per un taglio della produzione di circa 1,8 milioni di barili al giorno, ottenuto con l’accordo tra i paesi OPEC e non OPEC con in testa la Russia e altri 10 produttori esterni al gruppo.

Dagli accordi all’effettivo risultato sarà tutto da verificare. Sono in molti a manifestare un certo scetticismo. Infatti il dubbio è più che legittimo considerando gli eventi passati. In altre occasioni la Russia ha fatto dei patti con l’OPEC, l’ultima volta nel 2001, non tenendo però fede agli accordi presi. Inoltre l’OPEC stessa non è molto disciplinata, nei 17 tagli di produzione annunciati dal 1982, le quote sono state rispettate solo per il 60% (stima Goldman Sachs). C’è da aggiungere che l’OPEC al suo interno non prevede delle sanzioni in caso di mancato rispetto degli accordi, ma questa volta “dicono” che la vigilanza sarà particolarmente severa, testimoniata dall’istituzione di un comitato ministeriale con il compito di vigilare il rispetto delle quote.

Inoltre un altro dubbio è quello relativo dei livelli di produzione dai quali considerare l’effettivo taglio. Insomma di punti interrogativi ce ne sono diversi. Inoltre dobbiamo considerare il primo produttore di petrolio al mondo che chiaramente non è stato coinvolto in questi accordi: gli USA.

Ancora prima di insediarsi alla Casa Bianca l’amministrazione Trump si troverà un bellissimo regalo inaspettato dall’OPEC che Trump stesso guarda con diffidenza. Ebbene sì un prezzo del petrolio su questi livelli non può che far bene all’industria dello Shale oil.
I primi a beneficiare di questo aumento dei prezzi del petrolio, saranno le numerose e piccole compagnie specializzate nel fracking (una tecnica non convenzionale di estrazione di petrolio) che vengono da una profonda crisi che le ha viste coinvolte negli ultimi due anni, causata da un basso prezzo dell'oro nero”. Questo è dovuto perchè fino a poco fa i prezzi di estrazione con questa tecnica erano alti e non erano più sostenibili da un prezzo basso della materia prima…e quindi molte di loro sono fallite. Ora con investimenti massicci in ricerca e sviluppo, i prezzi di estrazione si sono notevolmente abbassati permettendo a queste compagnie di avere utili anche con prezzi del petrolio relativamente alti. Solo per fare un esempio il break even in uno dei maggiori giacimenti degli USA è sceso dai 56 a meno di 30 dollari e un prezzo internazionale di 45 dollari al barile è sufficiente a generare profitti per molte compagnie.

Quindi se i paesi OPEC con gli accordi riusciranno a mantenere i prezzi sopra i 50 dollari, le compagnie di fracking cresceranno di numero e di conseguenza anche la produzione.
In questo troveranno terreno molto fertile dalla politica economica dell’amministrazione di Trump che non ha mai perso occasione nel ribadire la volontà di rendere gli USA  indipendenti dal punto di vista energetico… ma scordatevi le fonti alternative (leggi riduzione degli incentivi per la diffusione delle rinnovabili).
Quindi è per questo che sono scettico quando leggo di un prezzo del petrolio a 60-70-80 nel 2017… anzi...
Questo è in sintesi il mio pensiero sul petrolio.

Buona giornata.

Ale

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Alessandro Pompili

Alessandro Pompili


Fondatore del gruppo Roma Forecaster e sviluppatore di un sistema avanzato di studio dei grafici mediante l’utilizzo del Forecaster.

3 - Commenti

  • Samuele Grisi 19 dicembre 23:38 Rispondi
    • Alessandro Pompili 20 dicembre 08:53
  • Guglielmo Bellati 20 dicembre 09:54 Rispondi