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Al via oggi il meeting OPEC+: cosa c’è da sapere?

  • Inizia oggi, a Vienna, in Austria, la riunione dell’OPEC+
  • Sul tavolo i futuri provvedimenti per la politica di produzione di petrolio
  • Tornano le resistenze di Mosca per nuovi tagli

Inizia oggi a Vienna l’ultima riunione OPEC del 2019. Riunione che è aperta anche agli altri membri esterni (prima di tutti la Russia) per decidere le prossime politiche da adottare sul fronte della produzione.

Altri tagli sulla produzione? 

I tagli confermati a marzo e iniziati a gennaio del 2017, potrebbero essere ulteriormente prorogati fino alla prima parte del 2020 se non addirittura oltre. Non solo, ma gli analisti sono concordi nel prevedere un incremento della quantità di tagli: numeri alla mano si parla di 400mila barili. La conferma arriva anche da Amrita Sen, capo analista petrolifera di Energy Aspects. Molte le ultime speculazioni sul greggio con la quotazione di Saudi Aramco diventata ormai un caso internazionale con la Russia che si oppone.

Il caso Saudi Aramco

Lo sbarco in Borsa della più grande azienda petrolifera mondiale potrebbe essere uno degli elementi che Ryad prenderà in considerazione per riuscire a incrementare le quotazioni del barile in modo da rendere le azioni Saudi ancora più appetibili. Per riuscire ad aumentare i prezzi del petrolio, la strada più veloce sembra essere quella di tagliare la produzione. Una politica contro la quale si scaglia Mosca intenzionata, invece, a proseguire per un’altra strada. O comunque a non aderire. Contrario ad un possibile rialzo delle quotazioni del barile anche Donald Trump. Da tempo l’inquilino della Casa Bianca chiede all’OPEC di tenere bassi i prezzi in modo da favorire la domanda. Tuttavia, il sentiment degli operatori resta ancora molto debole.

La debolezza della domanda

Infatti a preoccupare è la potenziale diminuzione della domanda in vista di una guerra commerciale Usa-Cina non solo più lunga del previsto ma anche più difficile da gestire sul lungo periodo. Innegabili le differenze molto ampie (forse troppo) tra le parti che potrebbero portare ad una serie di modifiche nelle catene di produzione ed approvvigionamento. Con la conseguente creazione di due poli mondiali, Washington e Pechino, in concorrenza tra loro perché entrambi tecnicamente molto avanzati. Basti pensare come esempio, che la Cina ha ufficialmente lanciato i primi progetti di ricerca sulle prossime reti 6G. Proprio mentre il mondo deve ancora adottare in pieno quelle 5G. E in Italia non tutti hanno nemmeno il 4G.

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