Tutto pronto per il rally di Natale?

In questa analisi voglio ragionare insieme ai lettori per capire se gli elementi per dar seguito al consueto rally di Natale ci possano essere o meno, per far questo analizzeremo i mercati americani che da sempre sono la bussola per le borse di tutto il mondo. Nello specifico esamineremo il grafico dell’indice Nasdaq (composto da società che operano nel settore tecnologico) tenendo presente che anche i suoi “fratelli” Dow Jones e S&P500 sono graficamente impostati in modo simile.


Iniziamo con una rapido ragionamento a livello fondamentale:


in America come noto è iniziato il tapering ovvero la procedura che porta ad una normalizzazione dei tassi del costo del denaro, ma alla luce del recente calo del petrolio, delle quotazioni del mercato immobiliare e del mercato obbligazionario, potrebbe esserci un rallentamento della politica monetaria restrittiva. Infatti alcune dichiarazione del presidente della FED (banca centrale americana) Jerome Powell inducono a pensare che non ci sia alcuna fretta di aumentare il costo del denaro e che questa procedura possa subire una pausa.


In Europa dopo le recenti dichiarazioni del presidente della BCE (banca centrale europea) Mario Draghi durante il suo intervento a Francoforte, sembra che ci siano tutti gli elementi per continuare gli stimoli monetari, infatti attualmente l’inflazione di base oscilla intorno all’1% e il recente calo delle quotazioni del greggio di certo non aiuta tenendo l’inflazione ben lontana dagli obbiettivi del 2% fissati dal board. La zona Euro non può certo permettersi di tornare in deflazione tra l’altro a differenza degli anni passati verrebbe meno anche la possibilità di agire sui salari per permettere alle imprese di ritrovare la competitività, il pensiero va quindi inevitabilmente verso un proseguimento del QE (quantitative easing).


Dopo questa breve panoramica fondamentale spostiamoci sui grafici:


nel 1° grafico daily ho tracciato un canale ribassista di colore rosso con all’interno la sua mediana per evidenziare come i prezzi, dopo essersi portati al di sopra di questa, l’abbiano poi utilizzata come supporto (area evidenziata in gliallo). Ho inserito anche l’ATR a 14 periodi che per chi non lo sapesse misura l’escursione media dei prezzi, in questo caso delle ultime 14 giornate borsistiche, per far notare che la volatilità ha superato il picco massimo precedentemente segnato nel mese di Gennaio 2018 e che ora vi si è portata abbondantemente al di sotto; tra l’altro è interessante anche notare che nonostante la volatilità sia stata superiore al picco precedente a questa non siano stati associati dei minimi più bassi. In merito alla volatilità è importante anche dire che normalmente ad una sua decrescita viene associato un rialzo dei mercati azionari.


Nel 2° grafico daily porto alla vostra attenzione la figura di inversione che si è creata ma non ancora attivata e che i più avranno già identificato come un testa & spalle rialzista, certo la sua forma non è da manuale ma la simmetria tra le due spalle è un elemento che avvalora questa figura. Anche l’ultima candela ovvero quella di venerdì è un setup operativo come la figura del testa & spalle che ci offre un punto d’entrata, uno stop, ed un target ben definito. In questo caso i due setup si differenziano per il timing dell’operazione, il primo prevede un’operatività intraday o poco più mentre il secondo decisamente multiday.


Nel 3° grafico daily vediamo come il testa & spalle rialzista si sia configurato anche nei “fratelli” a stelle e strisce del Nasdaq (Dow Jones e S&P 500).


In sintesi stiamo ragionando in un ipotetico scenario rialzista dove l’attivazione del testa & spalle porterebbe i prezzi sopra i nuovi massimi storici chiudendo cosi anche i numerosi gap rimasti aperti sull’indice azionario a seguito della rapida discesa a cui abbiamo assistito nel mese precedente e non solo. Come sempre è necessario adottare le giuste tecniche e strategie operative in modo da poter gestire al meglio le eventuali operazioni che si andranno ad aprire. Preciso che l’affidabilità di questa figura e di questa analisi tecnica sarà legata al tempo che impiegherà il mercato ad attivare il T&S perché più tempo passerà e meno affidabilità avrà, senza considerare che anche una discesa sotto i minimi della spalla dx sarebbe un segnale di deterioramento della stessa, mentre dei minimi sotto la testa invaliderebbero totalmente la figura di inversione.


Per gli amanti dei numeri chiudo questa disamina riportando i dati del famoso statistico Ryan Detrich in merito al rally di Natale, dal 1950 ad oggi nel 75% dei casi le ultime 30 sedute dell’anno si sono chiuse in positivo con una media del 2,36%…..STAY TUNED

1 - Commento

Christian Emiliani - 19 novembre 13:21 Rispondi

Bellissimo articolo francesco,concordo con la tua visione,io sono dell idea che rispetto ad altre forme di investimento(in questo periodo) l azionario sia quello che complessivamente offre ancora il miglior compromesso,percui come sostengo gia da mesi,sono dell idea che non sia questo il momento del crollo