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Trading: tre indizi fanno una prova, Dax short di lungo periodo

Dopo aver messo in portfolio Nzd/Usd long e Eur/usd long ed aver protetto le posizioni con lo stop in pari, ora si può dare un’occhiata al comparto azionario, che in questo periodo sta mostrando un grande spread tra i mercati finanziari, spinti dagli aiuti delle banche centrali e da un’euforia quasi ingiustificata, e l’economia reale, che ci sta mostrando dati macroeconomici catastrofici mai visti prima.

Analizzando l’indice tedesco DAX si può notare che il grafico settimanale ci regala tre indizi che ci danno un’idea short di lungo periodo che potrebbe farci guadagnare ben 3.000 punti sul DAX. Vediamoli insieme:

  1. L’indicatore Ichimoku settimanale ci mostra che i prezzi hanno appena toccato la parte bassa della kumo che può definire una bella resistenza e quindi una barriera per tutti i rialzisti. Tutte le medie dell’indicatore sono ribassiste.
  2. I volumi settimanali ci indicano che i rialzi avvenuti dalla settimana del 16 maggio ad oggi hanno mostrato un’essicazione dopo che avevamo avuto una discesa dei prezzi supportata da moltissime contrattazioni volumetriche. Il picco volumetrico ed il minimo della candela settimanale del 24 febbraio coincide proprio con il livello attuale dei prezzi.
  3. L'RSI settimanale sul livello di 50. In precedenza questo livello ha funzionato sempre bene ed ha fatto girare i prezzi. 

Volendo, a questi tre indizi se ne può aggiungere un quarto: attualmente le quotazioni del DAX si trovano sulla media mobile a 200 periodi settimanale, livello che può funzionare da resistenza.

 

DAX short: come gestiamo la posizione?
Il target di 3.000 punti dai prezzi attuali è davvero ambizioso, quindi lo stop loss dovrà essere di 750 punti. Le size si riducono, preferibile è rischiare un massimo del 2% del proprio capitale. Sul livello di 10.000 punti di DAX si può proteggere la posizione portando lo stop in pari.

Per quel che riguarda gli obiettivi della strategia, un primo step intermedio può essere individuato a 8.800 punti. Per i più temerari si può lasciar correre i guadagni fino al livello di 6.000 punti. L’operazione potrebbe durare qualche mese oppure i mercati potranno stupirci con dei ribassi veloci che riporterebbero gli indici alla realtà che stiamo vivendo.

19 - Commenti

Riccardo Zago

Riccardo Zago - 28 maggio 09:13 Rispondi

michael verde

michael verde - 28 maggio 09:36 Rispondi

Fabio Di fiore

Fabio Di fiore - 28 maggio 09:47 Rispondi

Peppao Antonio

Peppao Antonio - 28 maggio 10:12 Rispondi

Luciano Viola

Luciano Viola - 28 maggio 10:14 Rispondi

Luciano Viola

Luciano Viola - 28 maggio 10:16 Rispondi

vincenzo amantonico

vincenzo amantonico - 28 maggio 10:43 Rispondi

Angelo de Vita

Angelo de Vita - 28 maggio 10:49 Rispondi

andrea bardelli

andrea bardelli - 28 maggio 16:25 Rispondi

Luciano Viola

Luciano Viola - 28 maggio 16:38 Rispondi

Antonio Rumore

Antonio Rumore - 28 maggio 22:41 Rispondi

Sasdelli Gabriele

Sasdelli Gabriele - 29 maggio 22:53 Rispondi

Antonio Mammato

Antonio Mammato - 05 giugno 14:24 Rispondi

Luca Discacciati

Luca Discacciati - 05 giugno 16:25 Rispondi

Riccardo Zago

Riccardo Zago - 08 giugno 07:05 Rispondi

andrea bardelli

andrea bardelli - 05 giugno 16:13 Rispondi

Luciano Viola

Luciano Viola - 05 giugno 17:07 Rispondi

Fabio Di fiore

Fabio Di fiore - 05 giugno 18:40 Rispondi

Antonio Mammato

Antonio Mammato - 08 giugno 04:29 Rispondi