L'imponente rialzo delle borse in questi anni: ecco perché

Il momento di comprare è quando scorre il sangue nelle strade (cit.Baron Rothschild)...

Se uno avesse mantenuto i nervi saldi all'epoca dello scoppio della crisi dei mutui subprime e avesse investito in azioni mentre tutti stavano vendendo e soprattutto avesse conservato nel tempo i titoli in portafoglio, avrebbe fatto affari d'oro, al di là di ogni più rosea previsione. E tutto il rendimento ottenuto sarebbe stato reale visto il tasso di crescita dell'inflazione molto esiguo in tutti questi anni.

Già, si direbbe, con il senno del poi si è tutti fenomeni, però quale sarebbe stata la portata del guadagno serve, in questo caso, per dare una spiegazione di cosa abbia determinato l'imponente rialzo delle principali borse mondiali in questi 10 anni. Osservando i dati le borse sono cresciute senza soluzioni di continuità ad un ritmo del 20-30% annuo in media, in particolar modo il Dow Jones e lo Standard&Poors 500 hanno visto più che triplicare il loro valore dal minimo del 2009 ad oggi. La domanda è cosa c'è dietro a tutto questo?

Che ad ogni tempesta segue la quiete è fuor di dubbio, ma che come per magia si abbia una così netta inversione di tendenza e una così rapida ripresa fa pensare che qualcosa di artefatto sia stato messo in campo. E questo qualcosa ha un nome e un cognome, ossia quantitative easing.

Le principali banche centrali di tutto il mondo sono scese in campo e hanno comprato tutto il comprabile sostenendo i corsi dei titoli ma anche e soprattutto innescando un meccanismo dove le banche, potendo attingere a trilioni di denaro facile, hanno riversato un fiume di denaro nell'azionario e prestato a fondi istituzionali e privati che hanno fatto lo stesso. I bassi tassi di interesse hanno sempre stimolato l'investimento in azioni, perché investire in obbligazioni e titoli pubblici di nuova emissione non è conveniente, tassi a zero poi hanno spalancato enormi portoni attraverso cui una montagna di liquidità è arrivata sui mercati.

Il punto è: il corso delle quotazioni è il riflesso di un'economia che gira? Sì e no... Se guardiamo il caso degli Stati Uniti dove l'economia in questi anni ha incrementato risultati positivi sul fronte della crescita e dell'occupazione, con poche battute d'arresto, senza dubbio possiamo affermare che il mercato borsistico rispecchia un'economia in salute. Se prendiamo a riferimento la situazione europea qualche perplessità è d'obbligo, in quanto da anni, a corrente alternata, si sta combattendo contro vari mostri, come la stagnazione dei consumi e quindi della crescita e dell'occupazione.

Naturalmente quando l'economia reale non risponde agli stimoli monetari qualche problema di fondo c'è e quindi pompare il sistema di liquidità alla lunga presenta solo il conto della propria inefficacia. Quindi il rialzo ancora per quanto può andare avanti? In questo contesto vien da pensare fin quando le casse delle banche centrali riescono a ingoiare di tutto, ma arriverà un momento in cui i bilanci saranno saturi e le misure adottate dai governi dovranno per forza di cose creare una rispondenza con quello che i mercati stanno attualmente esprimendo.

Se così non fosse la bolla sarà servita in tutta la sua evidenza e lo shock termico potrebbe creare qualche grattacapo di troppo.

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