Il Vix: e se si scommettesse sul crollo?

I mercati attualmente fanno dormire sonni tranquilli e probabilmente continueranno a farlo fin quanto le politiche monetarie ultra espansive delle banche centrali li sostengono. Il contesto geopolitico internazionale, però, desta più di qualche preoccupazione su tanti fronti. Gli accordi tra Usa e le due tigri asiatiche, Cina e Giappone, non si sa con esattezza quali sviluppi avranno in futuro, Brexit non è ben chiaro quale impatto avrà per la Gran Bretagna nei rapporti con l'Europa, il sistema bancario europeo potrebbe risentire di qualche scossone a livello sistemico per via dell'esposizione creditizia... insomma c'è materiale sufficiente per drizzare le antenne e tenersi quantomeno sintonizzati.

La cosa che verrebbe da chiedersi è cosa succederebbe se qualcosa andasse storto e nemmeno il denaro a getto continuo delle banche centrali fosse sufficiente per arginare una futuribile tempesta sui mercati? Qualche idea la possiamo avere se osserviamo l'andamento dell'indice della paura, il VIX CBOE che esprime la volatilità delle 500 azioni che formano l'indice S&P americano. Dopo il drammatico 2008, anno del fallimento della Lehman Brothers e della crisi dei mutui subprime, in cui raggiunse vette irripetute, successivamente grazie alla ripresa dei mercati si è assestato nella sua normalità tra i 10 e i 25 dollari subendo 3 veri scossoni, nel 2011 a seguito dell'esplosione del debito dei paesi dell'area mediterranea, nel 2015 e nel 2018 che coincisero con fasi di ritracciamento delle borse.

Il punto è che dopo 10 anni di rialzi, il crollo prima o poi, è statisticamente provato, che dovrà avvenire, quindi molti gestori dei fondi si chiedono se non sia il caso di coprirsi inserendo nel portafoglio uno strumento che, in caso di esplosione della volatilità, riesca ad attutire l'impatto sul terreno. E perché non farlo con l'indice che più di ogni altro ne rappresenta la volatilità?

Il problema è che il VIX non è uno strumento come gli altri, perché è un indice basato su un future, ragion per cui esistono degli etf che permettono di replicarne l'andamento, ma non essendo etf phisically based risentono dell'effetto contango, ovverosia anche se la volatilità risulta costante subiscono un'erosione del valore del sottostante. Ecco perché comprare un etf che replica il VIX e tenerlo in portafoglio a lungo nell'attesa che succeda qualcosa di catastrofico potrebbe non essere un'ottima soluzione, a meno che non si abbiano delle capacità eccellenti di scegliere il timing giusto.

Un'alternativa potrebbe essere una strategia di long strangle in opzioni dove, acquistando una call e una put in contemporanea e a lunga scadenza, si prenderebbe vantaggio dall'esplosione di volatilità, tenendo presente che i premi pagati per l'acquisto delle due opzioni sarebbero contenuti per via della scarsa volatilità attuale. Nella peggiore delle ipotesi, infatti, la perdita sarebbe contenuta e limitata alla somma sborsata per assicurarsi dal rischio. Sarebbe interessante riuscire a combinare questa strategia con la capacità di intuirne gli eventi, magari alle prime avvisaglie di bufera che si starebbe per abbattere sui mercati.

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mattia tivelli

mattia tivelli - 08 ottobre 15:18 Rispondi

Johnny Zotti

Johnny Zotti - 08 ottobre 16:17 Rispondi

mattia tivelli

mattia tivelli - 08 ottobre 16:29 Rispondi

Johnny Zotti

Johnny Zotti - 08 ottobre 17:04 Rispondi