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Non tutte le borse salgono

Ormai tutti abbiamo fatto l'abitudine da gennaio fino a giugno a vedere le borse performare in modo ottimale con un susseguirsi di massimi storici ( Vedi S&P 500 ) sotto l'influenza di un trand rialzista che se visto dal 2009 , sembra il ciclo rialzista più lungo dopo quello del secondo dopo guerra.

In italia anche se in mancanza di massimi storici la performance è una delle più alte tra gli indici: Ftse Mib (+11,70%) , Msci World (+ 11,24%) , S&P 500 ( +9,97%) , Euro Stoxx 50 (+6,86%) , Dax 30 (+ 9,63% ) , Cac 40 (+7,57% ) , Msci Em ( + 21,43% ) , Hang Seng (+ 20,32% ) , Ftse 100 (+ 3,66% ) .

Non tutti gli indici però solo saliti in questa maniera anzi, sono addirittura scesi e vediamone i motivi.

Micex ( Russia ) -16,6% ,    Sz Comp ( Cina ) -14% ,    Tsx 60 ( Canada ) -3,3%,    TA 35 ( Israele) - 2,3%.

La discesa dell'indice russo è dovuta al calo del prezzo delle commodity e in particolare di quello del petrolio ( -27% da gennaio al 30 giugno ) e alle dichiarazioni del presidente Trump sul Nafta che hanno colpito duramente Canada e Russia. Questa situazione sommata alla debolezza del rublo non hanno incoraggiato gli investimenti e si è vista una fuga degli asset manager.

La situazione canadese è invece dovuta alla politica monetaria restrittiva della Bank of Canada a causa dei timori riguardanti il livello di indebitamento privato e bancario e per i prezzi degli immobili che sono quasi a rischio bolla.

L'indice cinese abbiamo visto sopra che ha compiuto un bel +20%, ma quello è l'indice che è più frequentato dai capitali internazionali mentre quello di Shenzen è più nazionalista e rispecchia di più la situazione interna del paese che secondo alcuni analisti è meno florida rispetto al boom che si è visto in questi anni, il ritmo di crescita del paese è più lento e vi sono i dubbi sulla sostenibilità del processo senza stimoli creditizi.

L'indice Israeliano subisce invece il difficile inserimento nello scacchiere medioorientale che con tutti i suoi problemi ha pesato sugli investimenti senza poi contare gli andamenti negativi delle telecom e del settore sanitario.

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