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Mercati stabili e rientro eccessi su dollaro e tassi

La giornata si apre con un parziale ridimensionamento degli eccessi di questi primi giorni della settimana sui mercati e soprattutto sulla componente obbligazionaria che aveva innescato un aumento sensibile della volatilità.
La sessione asiatica si è confermata ancora contrastata con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo in rosso di mezzo punto percentuale a -0.53%, in controtendenza rispetto a Shanghai a +0.51% e Hong Kong ferma a +0.17%.
Sul fronte europeo i mercati hanno fatto registrare un’apertura ancora contrastata con i principali listini in positivo tranne Milano. Anche Londra si mantiene in positivo nonostante il voto favorevole della Camera dei Comuni che conferisce all’esecutivo guidato da Theresa May il potere di invocare l’articolo 50. Ora la parola passa alla Camera dei Lord, mentre a Edimburgo il parlamento nazionale scozzese ha votato contro la brexit dando così il via ad una battaglia istituzionale che potrebbe portare ad un nuovo referendum sull’indipendenza della Scozia.
Previsto per domani un summit tra il presidente americano Trump e il primo ministro giapponese Abe in cui si discuterà di diversi temi tra cui quello della valutazione delle divise nazionali dopo che Trump ha accusato Cina e Giappone di svalutare yuan e yen di proposito.
Sul fronte commodities, nonostante i dati sulle scorte in aumento, le quotazioni del greggio continuano a mantenersi sostenute con il Brent in area 55.60 $/barile e il WTI a 52.80 $/barile.

Market Movers
02:30 Giappone Discorso Nakaso (BOJ)
08:00 Germania Bilancia commerciale cons. 19.5b prec. 22.7b
14:30 Stati Uniti Nuove richieste sussidi cons. 250k prec. 246k

EURUSD
La moneta unica torna in territorio laterale riposizionandosi in area 1.07 dopo la correzione dai massimi di periodo in area 1.0820 e inaugurando così il rientro in territorio laterale. Contribuiscono all’allentamento delle pressioni rialziste sul dollaro le prospettive per un accordo tra Stati Uniti e Giappone sul tasso di cambio che potrebbe essere esteso alle altre aree economiche. Ne consegue un ridimensionamento degli eccessi rialzisti su EURUSD anche grazie all’allentamento sul comparto obbligazionario in attesa delle dichiarazioni dei banchieri centrali negli Stati Uniti.

GBPUSD
Nonostante il voto favorevole della Camera dei Comuni alla legge che autorizza il governo di Theresa May a invocare l’articolo 50, le prossime sfide politiche per il primo ministro si fanno decisamente più preoccupanti. Per questo il cable non affonda ulteriormente e anzi, anche grazie all’allentamento delle pressioni rialziste sul dollaro statunitense, torna a scambiare in area 1.2550 in apertura dei mercati europei con tendenza al consolidamento per la giornata di oggi.

USDJPY
La giornata si apre in consolidamento sui massimi di periodo per la divisa nipponica che, nel rapporto con il biglietto verde, consolida l’area tra 112.00 e 112.50 dopo una sessione asiatica ancora contrastata con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo in calo dello 0.53%, in controtendenza rispetto alle cinesi positive. USDJPY arriva a toccare fino quota 111.60, salvo attestarsi a 112.30 in apertura dei mercati europei che si avviano ad una sessione debole, ma senza eccessi ribassisti. L’attesa per la giornata di oggi è interamente concentrata sulle prospettive di accordo tra Stati Uniti e Giappone sul tema di valutazione delle divise nazionali e sui discorsi dei banchieri centrali negli Stati Uniti che dovrebbero confermare la riduzione di volatilità sul cambio sui livelli attuali.

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