Yellen (FED) torna prevedibile e cauta

Come se non fosse abbastanza chiaro, il governatore della FED Janet Yellen ha voluto chiarire ulteriormente l’approccio di Constitution Avenue ai dati e all’attuale situazione macroeconomica interna agli Stati Uniti e sul piano globale.
Sono alcuni i punti cruciali toccati nel discorso di ieri e hanno solleticato i nervi scoperti dell’attuale condizione in cui versano non solo i mercati finanziari, ma anche le economie mondiali. Ed è proprio su questo punto che Janet Yellen si è esposta sottolineando i rischi avversi creati dal circolo vizioso costituito dal mix di dollaro forte, rallentamento delle economie emergenti e volatilità dei prezzi delle commodities.
Sul piano interno, il miglioramento del mercato del lavoro è palese, ma l’inflazione salariale è ancora su livelli troppo bassi per la FED che ha lanciato il proverbiale sassolino nello stagno sottintendendo che il livello di massima occupazione (obiettivo statutario della FED ndr) potrebbe essere addirittura più in basso del 4.8% di tasso di disoccupazione.
Infine, a scanso di equivoci, Yellen ha voluto spendere qualche parola sul discorso inflazione che è diventato il cavallo di battaglia sia dei falchi che delle colombe della FED. In una riproposizione della diatriba interna alla BCE a cui abbiamo assistito e tuttora assistiamo nella contrapposizione tra fronte germanico e Francoforte, il governatore della Federal Reserve ha espresso dubbi sul fatto che l’incremento dell’indicatore core (scremato delle componenti di energia e alimentari ndr) sia indicatore di un ritorno della dinamica dei prezzi verso un livello inferiore, ma prossimo al 2.0%.
Ciò che è palese è che la Yellen ha voluto utilizzare l’occasione di ieri per anticipare le prossime mosse della FED in un contesto di forte incertezza: l’obiettivo di stabilizzare i mercati è stato centrato in pieno, mentre ora l’attenzione si sposta sulle implicazioni sul medio periodo che coinvolgono le previsioni sull’esito delle elezioni di Novembre oltre che alla gestione dei rischi al ribasso su crescita e i rischi recessivi su cui, sempre Yellen, ha voluto elencare gli strumenti a disposizione della FED.
Un discorso in pieno stile Janet Yellen che non ha tirato il freno a mano, ma sicuramente ha tolto il piede dall’acceleratore.

Market Movers
01:50 Giappone Produzione industriale a/a cons. -3.44% prec. -3.8%
11:00 Eurozona Fiducia imprese cons. 0.08 prec. 0.07
11:00 Eurozona Fiducia consumatori cons. -9.7 prec. -8.8
14:00 Germania inflazione a/a prel. cons. 0.1% prec. 0.0%
14:15 Stati Uniti Variazione occupati ADP cons. 194k prec. 214k
16:30 Stati Uniti Scorte petrolio EIA cons. 3.0m prec. 9.36m

EURUSD
La moneta unica si riporta sui massimi di periodo in area 1.1330 in apertura dei mercati europei per l’effetto combinato della spinta accomodante della FED unita alle dichiarazioni sul dollaro eccessivamente sopravvalutato. Anche dal punto di vista tecnico il ritorno sopra il supporto dinamico (rosso) apre la strada ad ulteriori rialzi per la moneta unica sul medio periodo anche se la prima parte della giornata potrebbe essere caratterizzata da un lieve storno della moneta unica qualora fossero confermati i dati di fiducia in deterioramento. Attenzione quindi ad un possibile ritorno verso quota 1.13 durate la prima fase della giornata e al dato ADP sulla variazione del numero di occupati negli Stati Uniti nel pomeriggio.

GBPUSD
Forte recupero per la sterlina inglese che torna a scambiare in apertura dei mercati europei sopra quota 1.44 dopo le parole di Janet Yellen di ieri sera. Forte della spinta accomodante della FED, l’indice FTSE 100 apre in forte rialzo senza danneggiare comunque il recupero del cable che perde parte della correlazione indiretta con l’azionario. L’assenza di dati macro durante la prima parte della giornata renderà gli scambi abbastanza laterali con lieve tendenza al ritracciamento verso quota 1.44 in attesa della pubblicazione dei risultati del mercato del lavoro statunitense nel pomeriggio.

USDJPY
Yen in forte recupero sul biglietto verde dopo il discorso del governatore della FED Janet Yellen che ha sottolineato la cautela della FED nel ritmo dei prossimi rialzi. Unitamente al deterioramento delle quotazioni del mercato azionario nipponico con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo che cede il 1.31% durante la sessione asiatica, il rapporto USDJPY si è riportato in area 112.00 in apertura dei mercati europei confermando il trading range laterale e rimodulando la banda di oscillazione tra 112.00 e 114.00. L’attesa è per una sessione europea non particolarmente mossa in attesa dei dati ADP sul mercato del lavoro che, qualora presentassero una revisione al ribasso per l’occupazione a stelle e strisce, potrebbero innescare una violazione del supporto a 112.00; in caso contrario sarebbe confermato il supporto

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