UsdJpy, messaggio ribassista ricevuto forte e chiaro

Nell’articolo del 2 maggio dedicato ad EurJpy avevamo segnalato come fondamentale piazzare un ordine long ed uno short una decina di pips sopra (o sotto) i rispettivi livelli di resistenza e supporto che rappresentavano da tempo gli estremi del trading range.

Nella parte bassa avevamo individuato 123.65 come livello di supporto (123.55 il nostro potenziale ingresso) e dopo il break immediata è stata la discesa fino a 122.45, un movimento che ci ha consentito immediatamente di adeguare lo stop del trade short al punto di pareggio. Siccome tra 122.55 e 122.65 troviamo rispettivamente chiusura ed apertura delle giornate relative al flash crash di inizio anno, questa mossa prudenziale appare opportuna.

Ma oggi vogliamo parlare anche di un altro rapporto di cambio che ha fornito un segnale importante e chiaro. Stiamo parlando di UsdJpy.

Il flight to quality ha ancora una volta premiato la valuta nipponica con il tweet di Trump sui nuovi dazi imposti alla Cina che ha scatenato la corsa a Yen e Treasury, tipici strumenti di difesa nei momenti di incertezza.

A dire il vero un attento osservatore del mondo forex non si sarebbe lasciato sfuggire il comportamento degli speculatori sul mercato dei futures di Chicago. Qui è quotato il contratto future sullo Yen ed il net short (differenza tra contratti short e long) dei non commercials (nella maggior parte dei casi hedge fund) ha toccato la settimana scorsa un livello similare a quello di ottobre – novembre 2018, bimestre nel quale UsdJpy fermò il suo rialzo in area 114.

Nel più classico dei movimenti contrarian il mercato si è così fatto beffe di una speculazione eccessiva dal lato short mettendo in moto un movimento che, complice anche il test della resistenza di area 112, è andato ad abbattere a 111.10 la trend line rialzista che univa i minimi di gennaio e marzo 2019.

Rottura netta e senza appello che ora apre le porte ad un livello ben più importante per il futuro di UsdJpy, ovvero quella zona 109 dalle cui parti passa tutto il bull market partito nel 2016.

L’ultimo scoglio che divide UsdJpy da questo movimento è il minimo del 24 marzo a 109.70. Abbattere questo livello aprirebbe però le porte ad un clamoroso doppio massimo. A quel punto la tenuta della trend line di medio periodo sarebbe probabilmente messa in seria discussione visto che l’obiettivo dichiarato di questa figura sarebbe 107.

Un livello non casuale. A 107 troviamo il 61.8% di ritracciamento dell’intero movimento rialzista del 2016 99.6-117.3, ma anche il 78.6% di ritracciamento del rialzo 2018 104.6-114.5.

Una proiezione che qualora venisse raggiunta coinciderebbe con una fase di tensione sui mercati azionari che vedrebbe penalizzata una asset class ben correlata con UsdJpy come l’azionario emergente.

Opposto dovrebbe invece risultare il movimento dell’oro, libero di tornare sopra 1300 per effetto di una riduzione nelle aspettative di inflazione americane, altro indicatore correlato positivamente a UsdJpy.

4 - Commenti

andrea bardelli - 11 maggio 16:09 Rispondi

Mi risulta che per i dati sul COT,  i "non commercial" sono le istituzioni finanziarie,  mentre gli hedge funds sono nella categoria "large traders" o nomi similari. 

Non mi è chiaro su cosa sono le net short a cui ti riferisci: su USD o su yen?

Io trovo i dati delle posizioni sulle singole valute e non sulle coppie.

Grazie

 

joe salvatori - 12 maggio 14:51 Rispondi

"Non-commercial traders tend to be individual investors, hedge funds, and some large financial institutions".

Mentre i commercials sono le classiche banche d'affare che fanno arbitraggi a scopo di copertura i non commercials sono gli speculatori per la maggior parte hedge fund.

Quando si parla di contratto future su JPY il net long o net short (differenza tra posizioni long e short) è sempre riferito alla valuta di riferimento del contratto, ovvero in questo caso il JPY.

A presto

andrea bardelli - 18 maggio 17:51 Rispondi

Hai ragione, mi sono confuso io: "Large traders" e "Non commercials" sono la stessa cosa e comprendono gli hedge fund. Diversamente dai "commercials" che invece sono le istituzioni finanziarie e usano i futures per copertura. Dai dati del COT mi sembra che l'esposizione sull'euro dei Large traders (che mi sembra ad occhio accompagnino il prezzo e che hanno generato negli anni interessanti divergenze sui picchi) abbia una pendenza sostanzialmente negativa da mesi, anche se con una leggera diminuzione venerdì. Difficile capire se si tratti di inversioni.

Mi sembra invece che le posizioni nette dei LT stiano diminuendo su USD, seppur ancora largamente positiva, e che invece su Yen stiano passando a posizioni nette meno negative, partendo da livelli molto elevati.

joe salvatori - 21 maggio 21:42 Rispondi

Diciamo che la situazione sul mercato dei futures nelle ultime settimane si è un pò distesa. Lo Yen è reduce da un net short degli hedge fund molto elevato. Siccome loro sono dalla parte sbagliata del mercato quando l'eccesso di sentiment è molto forte, il rafforzamento di Yen è stato una conseguenza. Per Euro e Dollar Index la situazione è ancora molto neutrale. Sì ci sono numeri di esposizione netta elevati, ma in termini di rapporto con l'open interest ancora non siamo a livelli record. Se ti interessa l'argomento Cot Report sul rapporto settimanale Strategie Valutarie di Age Italia trovi una copertura settimanale della materia molto valida e completa.