USA in frenata: FED medita il rinvio del rialzo al 2016

Dopo i dati sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti usciti ieri piuttosto deboli hanno messo in allarme gli analisti in previsione dei dati sull’inflazione previsti per oggi. Infatti, se le stime forniscono risultati di dinamica dei prezzi in calo, i recenti sviluppi potrebbero delineare una situazione ben peggiore. Rincara la dose il beige book, il lavoro preparatorio sullo stato di salute degli Stati Uniti, sottolineando come l’istituto di Washington giudichi moderato, seppure positivo, il percorso di ripresa dell’economia a stelle e strisce. Attenzione particolare è stata data comunque al ruolo della forza del dollaro manifestatasi nelle ultime settimane soprattutto contro le valute emergenti e nei confronti delle major (euro, sterlina e yen giapponese) che sempre secondo la FED sta mettendo sotto pressione la possibilità di accelerazione della ripresa.
In questo contesto e con buona parte del consiglio direttivo del FOMC che ha lasciato trapelare la possibilità di rinviare il rialzo dei tassi d’interesse al 2016, è ragionevole supporre che Washington prenderà ulteriore tempo per valutare l’evolvere della situazione macroeconomica non solo interna, ma anche globale prendendo in considerazione l’opportunità di rinviare l’intervento proprio per cercare di indebolire il biglietto verde.

Market Movers
6:30 Giappone Produzione industriale m/m cons. -0.5% prec. -0.5%
14:30 Stati Uniti Inflazione core m/m cons. 0.1% prec. 0.1%
14:30 Stati Uniti Inflazione m/m cons. -0.2% prec. -0.1%
14:30 Stati Uniti NY Empire State manifatturiero cons. -8.00 prec. -14.7
16:00 Stati Uniti Philly FED manifatturiero cons. -1.0 prec. -6.0
16:30 Stati Unit Discorso Dudley (FOMC), Bullard (FOMC)
22:30 Stati Uniti Discorso Mester (FOMC)
23:45 Nuova Zelanda Inflazione t/t cons. 0.2% prec. 0.4%

EURUSD
Moneta unica in gran spolvero durante le scorse due settimane dopo che dai minimi a 1.1150 si è riportata fino in quota 1.15 durante la sessione di contrattazioni in Asia appena conclusa. Tuttavia, con la ripartenza dei mercati azionari del Vecchio continente, che seguono la scia dell’euforia di Shanghai e Tokyo, l’euro ha ritracciato fino a 1.1440 dove dovrebbe consolidare in questa prima parte di giornata in attesa della pubblicazione dei dati statunitensi dove la volatilità la farà da padrona. Permane comunque una diffusa debolezza di dollaro anche per effetto della dichiarazione contenuta nel Beige Book dalla FED pubblicato ieri sera sul dollaro eccessivamente sopravvalutato.

GBPUSD
La sterlina incassa e porta a casa il raggiungimento di quota 1.5450 con una rapida puntata verso 1.55 durante la sessione asiatica. L’apertura dei mercati europei con il segno più ha contribuito a smorzare la salita del cable e riportarlo verso area 1.5460 dove scambia in queste prime battute per effetto proprio della correlazione inversa con il FTSE100 che sale sulla scia delle borse asiatiche e delle altre europee. Attesa per i dati USA del pomeriggio che potrebbero confermare il consolidamento in area 1.5450 con possibilità di arrivare ben oltre 1.55 qualora si concretizzassero i timori sullo stato di salute dell’inflazione a stelle e strisce.

USDJPY
Nonostante la brutta performance della produzione industriale nel sol levante e il rimbalzo del mercato azionario nipponico con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo che guadagna il 1.14%, lo yen rimane molto tonico. Dopo una fase di volatilità in area 119.00, la sessione di contrattazioni in Europa si apre con un’accelerazione importante fino a quota 118.10, salvo poi stornare in area 118.30. Le prospettive per la giornata odierna sono per un consolidamento a cavallo di 118.30 con possibili puntate fino in area 118.50 e un sensibile aumento della volatilità all’uscita dei tanti dati previsti per oggi negli Stati Uniti, ma con probabilità di assistere al raggiungimento di quota 118.00 qualora venissero confermati i parametri di dinamica dei prezzi USA ancora deboli.

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1 - Commento

Marco Di Vita - 16/10/2015 10:34 Rispondi

Quindi cosa c' e' da aspettarsi su eur/usd? Un breve ritracciamento verso area 1.13, oppure un ritracciamento più profondo verso area 1.1150, per poi rivedere una ripartenza dei prezzi verso l' alto prima del rialzo dei tassi che ormai sembra andare sempre più verso il 2016? Guardando i grafici sembra dover esserci un ritracciamento in area 1.1150 e guarda caso nel grafico di aud/ usd dovrebbe succedere la stessa cosa, ovvero una discesa dei prezzi di circa 250 pip, pero' dopo aver letto questo articolo......... Chi mi aiuta ho le idee un po' confuse.....