Ultima Cena a Bruxelles per Cameron

Le fasi successive allo storico voto di giovedì scorso che ha sancito la volontà degli inglesi di uscire dall’Unione Europea, hanno visto fasi di fortissima volatilità sui mercati azionari che hanno perso terreno in maniera sensibilissima oltre al crollo del valore della sterlina che ora staziona sui minimi da trent’anni nel rapporto con il biglietto verde.
La situazione politica nel Regno Unito con l’intero agone politico in subbuglio non fa altro che alimentare i timori dei mercati che chiedono a gran voce una presa di posizione dagli esponenti, il sindaco di Londra Boris Johnson in primis, su come affrontare la situazione che si prospetta particolarmente grave.
Questa sera invece il primo ministro dimissionario David Cameron sarà a Bruxelles per quella che è stata definita l’ultima cena per l’inquilino di 10 Downing Street. Infatti, l’incontro successivo dei rimanenti 27 paesi domani, sarà tenuto a porte chiuse per il Regno Unito. Voci non ufficiali insistono che non sarà Cameron ad invocare l’articolo 50 dei Trattati di Lisbona, ma la situazione di crescente pressione è destinata solo a creare maggiore turbolenze.
Sul fronte commodities il petrolio tiene bene l’area attuale riposizionandosi a quota 48.50 $/barile per il Brent che aumenta la differenza sul WTI fermo a 47.10 $/barile. Un ritorno ad una situazione di tranquillità dopo le fasi turbolente che hanno contraddistinto i giorni successivi all’esito elettorale inglese e che apre la strada ad un periodo di relativa calma sui prezzi del comparto energia.

Market Movers
10:00 Eurozona Discorso Draghi (BCE)
10:00 Italia Fiducia imprese cons. 102.8 prec. 102.1
10:00 Italia Fiducia consumatori cons. 113.4 prec. 112.5
14:30 Stati Uniti PIL t/t cons. 1.0% prec. 1.4%
15:00 Stati Uniti Indice prezzi case a/a cons. 5.5% prec. 5.4%
16:00 Stati Uniti Fiducia consumatori CB cons. 93.7 prec. 92.6

EURUSD
La moneta unica, che ha seguito il pattern di discesa della sterlina nelle fasi successive al brexit, ha però mantenuto limitato i fortissimi ribassi del cable, mantenendosi piuttosto stabile nell’area di consolidamento tra 1.10 e 1.11. L’apertura dei mercati europei in forte rialzo ha contribuito a riportare il cambio a quota 1.1050 mantenendo il livello attuale come trampolino per possibili rialzi verso 1.11 nel pomeriggio qualora fossero confermati i dati fondamentali a stelle e strisce in lieve deterioramento.

GBPUSD
La sterlina inglese permane in area 1.33 dopo aver toccato nuovamente, ieri, i minimi da trent’anni a questa parte nel rapporto con il biglietto verde. Il cambio, fortemente svalutato dopo il voto di giovedì scorso, non sembra accennare a voler stornare dai livelli attuali e si prepara ad una fase di consolidamento proprio nell’area attuale in attesa di maggiori sviluppi dal fronte politico interno al Regno Unito.

USDJPY
Dopo l’estrema volatilità dei giorni scorsi che ha riportato lo yen ai massimi di periodo toccando addirittura quota 99.70, l’andamento odierno appare in linea con l’assestamento dello shock post-brexit che proietta il cambio USDJPY a quota 102.00 dove staziona anche in apertura dei mercati europei. La forza dello yen, indicatore di avversione al rischio, continua a mantenersi elevata in attesa dei dati statunitensi del pomeriggio che tuttavia non dovrebbero variare eccessivamente l’outlook laterale.

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