UK verso hard Brexit: sterlina e mercati in discesa

La settimana si apre nuovamente all’insegna dei ribassi sulla sterlina inglese che torna a soffrire in attesa del discorso di domani del primo ministro britannico Theresa May che sembra configurare l’intenzione di perseguire un “hard brexit”.
Anche i mercati sembrano nuovamente in apprensione già a partire dalle battute iniziali di contrattazione ieri sera che hanno portato le principali piazze orientali a chiusure piuttosto deboli. Tokyo guida i ribassi con l’indice Nikkei in arretramento di un punto percentuale, seguito da Hong Kong a -0.96% e Shanghai in ribasso di un terzo di punto percentuale.
In Europa la situazione sembra non discostarsi di molto dalla tendenza asiatica con tutte le principali piazze del Vecchio Continente che aprono in rosso.
Sul fronte commodities l’indice generale si mantiene tutto sommato stabile anche grazie al consolidamento delle quotazioni petrolifere in sostanziale parità rispetto ai livelli medi della settimana scorsa e dell’ultimo trimestre 2016. Il Brent continua a scambiare stabilmente a 55.50 $/barile con un deciso assottigliamento dello spread rispetto al WTI che rimbalza a quota 53.20 $/barile.

Market Movers
00:50 Giappone Ordinativi macchinari a/a cons. 8.1% prec. -5.6%
10:00 Italia Inflazione a/a cons. 0.5% prec. 0.1%
11:00 Eurozona Bilancia commerciale cons. 22.0b prec. 20.1b

EURUSD
La moneta unica apre la sessione asiatica in parziale arretramento rispetto ai livelli di apertura della settimana entrante con il cambio EURUSD che passa da 1.0620 fino sotto quota 1.06 attestandosi in area 1.0580 in apertura dei mercati europei. L’assenza di indicatori macroeconomici di rilievo per la giornata odierna potrebbe rendere gli scambi direzionali e legati ad uno storno dei rialzi della scorsa settimana con target 1.0550.

GBPUSD
La sterlina inglese apre la settimana in profondo rosso passando nelle fasi di apertura dei mercati ieri notte da quota 1.2180 fino in area 1.1980 nel rapporto con il biglietto verde. Con l’inizio delle contrattazioni in Europa il crollo del cable viene parzialmente stornato con il cambio che torna a scambiare a 1.2070, anche se il rialzo sembra già destinato a fermarsi tra 1.2050 e 1.21 in attesa del discorso di Theresa May di domani in cui sembra che il primo ministro inglese intenda aprire le porte ad un hard brexit e che potrebbe nuovamente ripiombare il cable sotto quota 1.20.

USDJPY
Prosegue la fase di lateralizzazione del rapporto USDJPY tra 114.00 e 115.00 con il cambio che scende in area 114.20 in apertura dei mercati europei, in sostanziale parità rispetto ai livelli di apertura di ieri sera. La sessione asiatica ha infatti restituito risultati parzialmente negativi su tutte le borse orientali con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo che guida le vendite chiudendo a -1.00%, seguito da Hong Kong a -0.96% e Shanghai a -0.30%. L’attesa è per un parziale consolidamento dell’area attuale e possibile ribasso verso 114.00 e fino a 113.80 in caso di prosecuzione della fase di debolezza anche in apertura delle piazze azionarie oltreoceano.

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