Lira turca: non è ancora arrivato il momento delle strategie long | Investire.biz

Lira turca: non è ancora arrivato il momento delle strategie long

Mettersi di traverso nell'adesione di Svezia e Finlandia alla NATO non è stata una buona idea per la Turchia. Intanto, la lira turca paga dazio

Le ultime recenti prese di posizione del Governo turco circa la sua contrarietà all’ingresso di Finlandia e Svezia all’interno della NATO ha scatenato una certa avversione al rischio sui mercati valutari, mai sopito sulla divisa avente corso legale a Istanbul. Probabilmente si arriverà ad un accordo che potrebbe anche non essere così svantaggioso per la lira (alcune sanzioni ammorbidite?) ma nel frattempo il pur generoso rendimento offerto dalla lira non appare giustificato alla luce della consistente volatilità.

Rispetto a 40 settimane fa la divsia turca ha un valore inferiore dell’85% rispetto al dollaro americano. Dopo la clamorosa debacle di fine dicembre 2021 poi rimbalzata a fatica con una serie di misure della Banca centrale, la TRY sembrava aver raggiunto un certo equilibrio con una bassissima volatilità.

Da metà gennaio a metà maggio i movimenti di USD/TRY sono rimasti ingabbiati in poco più di una figura, ma questa quiete sembra preludere ad una nuova tempesta. EUR/TRY è tornato ai livelli di dicembre 2021, un mese drammatico in cui è stata toccata quota 20. Siamo ancora ben lontani da quei livelli, ma gli atteggiamenti ostili di Ankara verso i nuovi componenti della NATO potrebbe alimentare nuove speculazioni.

 

Lira turca: è il momento di comprare?

Un altro segnale di rischio arriva dal differenziale dei tassi forward, che oggi si trova sopra al 40%, valore ben superiore al 30% raggiunto all'apice della crisi del 2018. Secondo dei rumors pubblicati da Bloomberg, le banche statali del Paese avrebbero preso atto che sarebbe necessario vendere valuta estera per sostenere la lira. Le stime parlano movimenti per oltre 1 miliardo di dollari. 

I CDS sono volati oltre i 700 punti base, ai massimi dal 2008, un segnale inequivocabile della tensione sui mercati finanziari e del maggior rischio percepito. L’atteggiamento della Banca centrale sui tassi di interesse a fronte di un’inflazione in costante crescita non aiuta. Il negare ogni forma di stretta sul costo del denaro con un’inflazione ben oltre il 60% non può offrire grandi sponde ad una divisa che continuerà ad essere martellata dalla vendite. A questo punto un ritorno sui massimi storici di USD/TRY in area 18 non è da escludere. Non è ancora il momento per andare lunghi di lira turca con convinzione.

 

 

 

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