Trend di breve al ribasso sul cambio eur.usd

La giornata di giovedì della settimana appena trascorsa ha fatto registrare un eur.usd sull'otto volante in scia alle decisioni della BCE di abbassare i tassi sui depositi di 10 punti base. Dapprima il mercato ha reagito violentemente shortando sulla notizia il cross per poi, con altrettanta decisione fiondare al rialzo quasi incurante delle parole di Draghi in conferenza stampa che riaffermavano la strenua convinzione da parte dell'istituto di Francoforte di avviare una nuova fase di quantitative easing.

La dinamica fa pensare che la notizia era largamente attesa dagli operatori e il mercato, come spesso avviene, quando ha esaurito la spinta emotiva riprende un suo livello di equilibrio, così l'eur.usd ha riguadagnato quota e si è portato intorno ad 1,11 rientrando a pieno titolo in quel canale ribassista che vediamo in figura sul grafico giornaliero.

La chiusura della candela di venerdì fa pensare che il movimento ribassista possa continuare nei prossimi giorni e dirigersi verso i minimi di periodo intorno a 1,0920. Solo la rottura delle resistenze dinamiche a 1,1170 e 1,1250 può causare una fuoriuscita dal canale e un'inversione decisa verso l'alto dove il Fiber incontrerà delle resistenze più toste intorno all'area 1.15-1-17.

Sembra improbabile che tutto questo possa avvenire prima della riunione di mercoledì prossimo della Fed e della conferenza stampa di Powell che darà maggiori indicazioni su quelle che saranno le intenzioni della banca centrale in tema di allentamento monetario. Solo allora gli operatori potrebbero prendere delle posizioni nette in una direzione o nell'altra.

Se dalle parole di Powell dovesse venir fuori che la Fed resiste tenacemente alle pressioni di Trump che vuole una Fed accomodante a quel punto il rafforzamento del dollaro potrebbe essere importante in quanto una volta frantumato il supporto dinamico a 1,0920 si aprirebbe una voragine che spingerebbe il cross verso i minimi di lungo intorno a 1,03. Nel caso invece il messaggio che filtra sarà di una banca centrale remissiva a quel punto i prezzi potrebbero riprendere le medie mobili lente e sancire un ritorno dei tori.

Sarebbe interessante riuscire a capire come gli operatori riescano a coniugare un'eventuale spinta rialzista con le aspettative di un euro sempre più debole per effetto della situazione europea non di certo brillante. Per questo le perplessità sono parecchie che una volta attaccato il livello di resistenza più forte il cross possa evitare di riprendere l'andamento naturale che lo riporterebbe verso bassa quota, dato che le similitudini con il periodo in cui Draghi lanciò il primo qe sono tante.

E' probabile, quindi, che prima della fine dell'anno, dove sapremo qualcosa di più in merito al numero dei ribassi dei tassi della Federal Reserve, non avremo grosse indicazioni al riguardo, per cui il trend di breve potrebbe perdurare.

Il MACD per ora non dà indicazioni long, giacendo ben al di sotto della linea dello zero, solo quindi un segnale forte con relativo incremento dei volumi ne cambierebbe lo scenario.

4 - Commenti

Antonio Leonetti

Antonio Leonetti - 16 settembre 11:48 Rispondi

Johnny Zotti

Johnny Zotti - 16 settembre 13:07 Rispondi

Riccardo Zago

Riccardo Zago - 16 settembre 17:29 Rispondi

Johnny Zotti

Johnny Zotti - 16 settembre 17:47 Rispondi