Si risvegliano le commodity currencies

  • Chiusura di settimana in ripresa per le commodity currency Aud e Nzd;
  • Le divise oceaniche sono quelle più sensibili all'evoluzione della trade war;
  • Dal punto di vista tecnica sono in corso formalizzazioni di figure tecniche di inversione del trend.

Il mercato crede nell’accordo tra Cina e Stati Uniti ed il rally dei mercati azionari ne è una conferma, ma non solo.

Le cosiddette commodity currencies, soprattutto quelle oceaniche, hanno mostrato sul finire della settimana una eccellente capacità di reazione. Dollaro neozelandese e Dollaro australiano sono state le divise più colpite dal rallentamento economico cinese e di conseguenza appaiono le valute più reattive se il mercato scommette seriamente su un clima più sereno nella trade war.

In estate, quando il sentiment attorno alle due potenze economiche si è fatto torrido con nuove sanzioni e rottura delle trattative, l’Aussie tracollò da 0.70 a 0.66 in 14 sedute consecutive di ribasso.

L’export di prodotti australiani (prevalentemente minerari) e neozelandesi (prevalentemente agricoli) è rivolto al di fuori del continente in larga misura verso la Cina. Un blocco dei commerci o l’innalzamento di sanzioni ha costretto le due banche centrali a correre ai ripari tagliando ripetutamente i tassi di interesse fino ai minimi storici.

Lo 0.75% in Australia e l’1% in Nuova Zelanda rappresentano qualcosa di mai visto in aree economiche dove le valute venivano fino a poco tempo fa utilizzate come strumenti di carry trade grazie al loro rendimento elevato.
Nulla di tutto ciò esiste più ed ecco che AudUsd e NzdUsd sono precipitate a livelli che per l’Aussie e per il Kiwi non si vedevano dal 2009.

Quest’ultimo rapporto di cambio ha colpito in pieno la up trend line che unisce i minimi del 2001 e del 2009. Nella giornata di venerdì abbiamo assistito ad un tentativo di formalizzare un testa e spalla rialzista fondamentale in chiave futura. Dopo il minimo di inizio ottobre a 0.62 NzdUsd è risalito fino a 0.643 dove ha trovato la resistenza del massimo di settembre. Il tempo di rifiatare e l’assalto alla neck line è arrivato venerdì. Vedremo in questo inizio di settimana se 0.645 sarà violato al rialzo, ma se così dovesse essere non ci sono dubbi circa il fatto che bisognerà aprire posizioni lunghe con target 0.67.

Passando alla valuta cugina, l’Aussie, qui il mercato ha ripetutamente tentato di scendere in estate sotto 0.67.

Nulla di fatto con la reazione innescata dalla fine di settembre che sembrerebbe aver formalizzato un doppio minimo. Con il break di 0.69 la possibilità di salire in area 0.71 sui massimi di luglio ci sono tutte. Prima però di cantare vittoria c’è da avere ragione della media mobile a 200 giorni attualmente in transito a 0.694. Resistenza dinamica mai superata da maggio, una sua violazione cambierebbe le prospettive di medio termine per questa commodity currency.

Probabilmente quello sarebbe il segnale di esaurimento (per ora) delle tensioni commerciali e il semaforo verde anche per il mondo delle materie prime, colpito dura dal protezionismo degli ultimi mesi.

---

Grande successo per il corso sulle Figure dell'Analisi Tecnica. Sei ancora in tempo ad iscriverti!

Clicca QUI per vedere il programma

---

0 - Commenti