Segnali di forza dalle valute legate alle materie prime

  • Tral e valute migliori della settimana ci sono due commodity currencies come Aud e Nok;
  • La ripresa delle materie prime sta avvenendo in un silenzio incoraggiante per il proseguimento di questo trend;
  • L'analisi tecnica ci mostra come rotture di importanti supporti sono in corso su EurAud e EurNok.

Ad inizio settimana ho pubblicato un articolo In cui mettevo in evidenza l’eccellente struttura tecnica che stava per svilupparsi sulle commodity currency. A distanza di pochi giorni tanti segnali bullish sono scattati ( o stanno per scattare) e questo lascerebbe pensare che anche sulle materie prime potremmo essere all’alba di una ripresa delle quotazioni dopo mesi passati a pascolare su dei livelli storicamente molto contenuti.

L’inflazione non è un fenomeno destinato all’estinzione come, con la solita puntualità delle copertine dei magazine mainstream, aveva celebrato qualche mese fa Bloomberg BusinessWeek.

Tra banche centrali che tagliano i tassi a ripetizione, accordi (forse) in dirittura d’arrivo tra Cina e Stati Uniti, e pessimismo diffuso verso tutto il mondo delle commodity, il mercato sta tentando una reazione.

In questo articolo ho così deciso di parlare di Corona norvegese e Dollaro australiano, due tipiche valute utilizzate da chi cerca di assecondare un movimento favorevole delle materie prime che, a mio modo di vedere, diventerà esplosivo solo nel momento in cui EurUsd supererà le resistenze comprese tra 1.12 e 1.14.
Cominciamo da EurNok che, assieme a EurSek, è stato uno dei cross peggiori della settimana.

La ripresa del prezzo del petrolio combinata ad una possibile prima parziale chiusura dei negoziati tra Usa e Cina ha riportato l’attenzione su quella Corona norvegese risultata finora una delle divise più penalizzate dalla trade war.

Secondo l’autore di questo articolo, la Nok rimane un opzione anche di investimento interessante visto il carry offerto (lo spread sul Bund è superiore a 180 punti base, ai massimi dalla nascita dell’Euro) ed il profilo di credito della Norvegia (tripla A e sostanziale assenza di debito pubblico).

Il mercato finora non ha però riconosciuto questi elementi. Ieri abbiamo però assistito ad una vigorosa reazione dettata anche da dati di produzione industriale migliori del previsto.

Dai massimi di 10.30 EurNok è scivolato fino a quell’area 10 che ora fa da spartiacque anche psicologico.

Scendere sotto questo livello (e soprattutto 9.90) negherebbe il break rialzista catalogandolo come trappola per tori ed a quel punto innescando una reazione di segno opposto. Obiettivo? Tra 9.50 9.60 credo sia lecito attendersi un valore più “fair” per la Corona.


Anche per EurAud i segnali ribassisti stanno arrivando. Dopo che la banca centrale australiana ha deciso di lasciare invariati i tassi facendo intendere che per il resto del 2019 non ci saranno altre manovre espansive, il mercato ha cominciato a comprare Aud.

E mentre AudUsd è sempre più vicino al livello critico di 0.70, su EurAud abbiamo visto abbattuta, prima la trend line rialzista che guida questo bull market 2019, e poi ieri la formalizzazione di un testa e spalla ribassista che di dovrebbe teoricamente portare in zona 1.53-1.55 dove si posizionano una serie di supporti statici importanti.

Non abbiamo naturalmente la certezza che i prezzi delle materie prime stanno per decollare, ma certamente per chi volesse puntare su un rally delle commodities potrebbe anche approcciare l’investimento puntando su meno volatili strumenti obbligazionari denominati in Aud e Nok.

 

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