Riunione BCE: Draghi atteso accomodante

Prima riunione di politica monetaria della Banca Centrale Europea del dopo brexit con un outlook macroeconomico non particolarmente tonico e soggetto ai rischi avversi dell’inizio formale delle procedure di uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.
Il presidente della BCE Mario Draghi sarà chiamato oggi a fornire un messaggio particolarmente accomodante reiterando la disponibilità dell’istituto di Francoforte ad agire ulteriormente in caso di shock negativi e aprendo eventualmente ad un ampliamento dell’attuale assetto monetario espansivo già eventualmente durante l’anno in corso qualora dovessero concretizzarsi quelli che per ora vengono descritti come situazioni di rischio e che comprendono rischi geopolitici e shock economici.
Il voto sul brexit dello scorso giugno ha influenzato i mercati creando un vero e proprio terremoto che tuttavia sembra già riassorbito, tranne che per le quotazioni della sterlina inglese e la situazione macroeconomica del Regno Unito che sembra iniziare a deteriorarsi.
Le negoziazioni che il nuovo primo ministro Theresa May dovrà intraprendere con le istituzioni di Bruxelles saranno particolarmente difficili anche in virtù del quadro economico interno in peggioramento e soprattutto per l’incrinarsi delle relazioni in termini di politica estera del Regno Unito con un immobilismo sul tema dell’invocazione dell’articolo 50 dei Trattati di Lisbona che sta frustrando le cancellerie dei rimanenti 27 Stati Membri.
Sembra infatti che dopo il brexit e con una serie continua di errori più o meno prevedibili il Regno Unito, che ora rischia di perdere l’unione con la Scozia, siederà al tavolo delle negoziazioni con l’Unione Europea in posizione di forte debolezza.

Market Movers
08:45 Francia Fiducia imprese cons. 101.0 prec. 102.0
10:30 Regno Unito Vendite al dettaglio a/a cons. 5.0% prec. 6.0%
13:45 Eurozona Riunione politica monetaria BCE cons. 0.00% prec. 0.00%
14:30 Eurozona Conferenza stampa Draghi (BCE)
14:30 Stati Uniti Nuove richieste sussidi cons. 265k prec. 254k
14:30 Stati Uniti Indice manifatturiero Philly FED cons. 5.0 prec. 4.7
16:00 Stati Uniti Vendite case esistenti cons. 5.48m prec. 5.53m

EURUSD
La moneta unica si presenta in apertura dei mercati europei in area 1.1020 poco sopra il livello di supporto a 1.10 che ha rappresentato il vero ostacolo ad ulteriori ribassi sulla divisa europea. Il cambio EURUSD si presenta ad una riunione di politica monetaria con un andamento piuttosto interlocutorio con tendenza al ribasso qualora venisse reiterata la disponibilità di Francoforte ad intervenire per ampliare l’outlook accomodante andando ad indebolire, almeno attraverso un tono particolarmente dovish (colomba ndr), la moneta unica anche in virtù dei rischi esogeni tra cui situazione geopolitica e brexit.

GBPUSD
Con la pubblicazione sulle vendite al dettaglio nel Regno Unito peggiori delle attese viene confermato lo scenario di debolezza del comparto consumi oltremanica. La sterlina non accusa eccessivamente il colpo mantenendosi piuttosto stabile in area 1.32 nel rapporto con il biglietto verde e limando le perdite almeno nelle fasi immediatamente successive alla pubblicazione dei dati anche per effetto dell’arretramento dell’indice FTSE100 che controbilancia la discesa del cable. Attesa per la riunione di politica monetaria della BCE e per i dati statunitensi nel pomeriggio che potrebbero spingere l’affondo fino a quota 1.3150 già nelle prime ore del pomeriggio.

USDJPY
Dopo l’estensione fino in area 107.50, lo yen giapponese torna a scambiare a quota 106.80 in apertura dei mercati europei dopo una sessione asiatica all’insegna dei recuperi sull’indice Nikkei della borsa di Tokyo che chiude a +0.77%. L’andamento del cambio USDJPY ha ricalcato la progressione degli scambi sull’indice azionario attestandosi sull’area attuale per effetto di un quadro ancora timido in Europa. Oggi moltissimi dati macroeconomici potrebbero rendere l’andamento del cambio piuttosto volatile soprattutto in concomitanza con la riunione di politica monetaria della BCE e la pubblicazione dei dati negli Stati Uniti che potrebbero continuare a descrivere una situazione macroeconomica abbastanza tonica favorendo ulteriormente il biglietto verde.

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