Riparte inflazione USA, ma FED rimane colomba

Inflazione in recupero ieri negli Stati Uniti dove la componente core annualizzata, quella scremata delle componenti più volatili di energia e alimentari, ha sorpreso al rialzo al 1.9%, mentre la componente aggregata torna a 0.0% dal territorio negativo in cui era finita nei mesi precedenti. Torna quindi in vita la possibilità di un rialzo dei tassi a Dicembre, anche se sarà cruciale vedere gli sviluppi delle prossime settimane e sicuramente fino al prossimo FOMC del 29 Ottobre. C’è infatti una profonda divisione all’interno del consiglio direttivo tra falchi e colombe e addirittura sono diversi gli esponenti, che forse visto il deterioramento del quadro macroeconomico globale, hanno paventato la possibilità di percorre la strada dei tassi negativi.
I membri del FOMC Mester e Bullard, intervenuti ieri negli Stati Uniti, hanno confermato che il prossimo rialzo potrebbe avvenire durante il corso del 2015, ma nello specifico Mester ha dichiarato di “preferire avere a disposizione lo strumento del QE” nel caso di ulteriori turbolenze.
In Europa la tendenza diffusa è la disponibilità ad intraprendere ulteriori percorsi di allentamento monetario con la possibilità che la BCE applichi una ulteriore sforbiciata sul deposit rate, attualmente a -0.20%, seguendo l’andamento dei tassi core dell’eurozona e con la possibilità di sforbiciare altri 0.10%.
In Grecia nel frattempo il parlamento sta vagliando il programma di riforme oggetto dell’accordo con le istituzioni europee che consentirebbe di poter aprire la discussione sul taglio del debito di Atene.

Market Movers
8:35 Giappone Discorso Kuroda (BOJ)
11:00 Eurozona Inflazione a/a cons. -0.1% prec. -0.1%
11:00 Eurozona Inflazione core a/a cons. 0.9% prec. 0.9%
11:00 Eurozona Bilancia commerciale cons. 20.0b prec. 31.4b
16:00 Stati Uniti Fiducia dei consumatori (Uni. Michigan) prel. cons. 89.0 prec. 87.2
16:00 Stati Uniti JOLTs cons. 6.625m prec. 5.753m

EURUSD
Dopo i massimi toccati a metà settimana in area 1.15, la moneta unica si appresta ad arrivare in apertura della giornata di contrattazioni invariata sui livelli minimi di ieri a quota 1.1390. Dopo i dati sull’inflazione negli Stati Uniti usciti migliori delle attese, oggi lo stesso dato uscirà in Europa dove i livelli sono attesi in deterioramento rispetto alle rilevazioni precedenti. Attenzione quindi alla volatilità che si creerà nella prima parte della giornata a cavallo dei dati in Eurozona che avranno un’influenza diretta sulle quotazioni del rapporto tra moneta unica e biglietto verde. Anche un possibile miglioramento delle quotazioni dei mercati azionari del Vecchio Continente sulla scia del miglioramento dell’outlook asiatico potrebbe mettere ulteriormente sotto pressione l’euro.

GBPUSD
La sterlina inglese consolida anche in apertura dei mercati europei in area 1.5480, poco sopra il livello di 1.5450 che ora caratterizza il livello core del movimento laterale che sta interessando il cable. Attesa anche in questo caso per i dati europei in uscita questa mattina in Europa oltre che ai dati sulla fiducia dei consumatori e turnover del mercato del lavoro negli Stati Uniti nel pomeriggio. Qualora in presenza di volatilità il cable riuscisse a rimanere sopra quota 1.5450 la settimana potrebbe concludersi con un ulteriore consolidamento sotto quota 1.55.

USDJPY
Dopo una puntata in area 118.10 che prosegue la discesa da quota 120.00 iniziata ad inizio settimana e correlata con il deterioramento dell’outlook sul mercato azionario, parimenti l’indebolimento della divisa nipponica questa notte con un ritorno in area 119.00 è legata al netto miglioramento delle quotazioni con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo che guadagna oltre un punto percentuale. L’attesa per oggi è comunque per i dati di fiducia e mercato del lavoro negli Stati Uniti che dovrebbero portare ad un consolidamento nella fascia di prezzo 119.00 – 119.20.

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