Quel "prezioso" del Rand sudafricano

La Banca centrale sudafricana ha tagliato di recente i tassi di 25 punti base portando il costo ufficiale del denaro al 6.50%. Nello speech pubblicato a margine del meeting emerge come questa mossa di easing potrebbe non rimanere isolata e le future decisioni saranno vincolate alla direzione dei dati macro in uscita nei prossimi mesi.

La politica dei tassi sudafricana appare alquanto ballerina. L’ultima mossa risaliva a marzo 2018 ma era stata intermezzata da un movimento di segno opposto di rialzo a novembre 2018.

Il taglio era però atteso dagli analisti complice un rallentamento economico che aveva portato il Sud Africa in recessione. Al momento il mercato sconta un’ulteriore riduzione nei tassi entro la fine del 2019. Del resto le previsioni della banca centrale per l’economia sudafricana non appaiono particolarmente esaltanti stimando in 0.6% la crescita attesa 2019.

L’inflazione non appare un problema rimanendo posizionata esattamente nel mezzo del range stabilito dalla SARB come target (3%-6%).

Nonostante il taglio nei tassi il Rand si mantiene tonico e contro Euro, come vedremo fra poco, graficamente sta aggredendo dei livelli di supporto molto significativi.

A breve l’analisi tecnica ci fornirà un dettaglio operativo di medio periodo, ma non possiamo fare a meno di notare come il Rand sta parlando una lingua che fa rima con metalli preziosi, almeno negli ultimi mesi.

Del resto basta guardare il peso percentuale che ha il Sud Africa a livello mondiale come produttore di commodities preziose. Per quello che riguarda il platino e il palladio il Sud Africa si spartisce con la Russia quasi il 75% della produzione mondiale. Per quello che riguarda l’oro il Sud Africa da tempo sta perdendo quella posizione di leadership che l’aveva contraddistinto con lo storico sorpasso del Ghana come produttore avvenuto l’anno scorso con 4,8 milioni di dollari di once d’oro prodotte rispetto ai 4,2 del Sud Africa.

Un settore, quello dei metalli preziosi, che aveva raggiunto però valutazioni interessanti soprattutto nelle società ad esso collegato con l’attività di shopping di Exor sulle miniere sudafricane che proprio a partire dal 2018 ha preso consistenza. 

Ma torniamo al cross EurZar. Il top in area 18 è stato raggiunto a settembre 2018, guarda caso qualche settimana dopo il minimo di agosto dell’oro a 1175 $ l’oncia.

Una opportunità di ingresso con il senno di poi sia sul metallo giallo che sul Rand che nei confronti dell’Euro si è riportato a 15.1 a febbraio e 15.5 in questi giorni. Livello tecnico importante poiché rappresenta la zona di transito della up trend line rialzista che unisce i tre recenti minimi primari ma non solo. Partendo dal minimo di marzo 2017 otteniamo una up trend line ancora più significativa il cui transito passa da 15.4, ma soprattutto sempre a 15.1 troviamo il 61.8% di ritracciamento di tutto il bull market.

Messaggio che sembra condividere anche UsdZar. Osservando il grafico vediamo come i minimi di aprile sono sotto pressione anche se a dire il vero la up trend line che sale da marzo 2018 sembra aver già ceduto. I margini per scendere fino a 13.4 (trend line che unisce i minimi di luglio 2018 e febbraio 2019) ci sarebbero tutti.

Se il Rand saprà lasciarsi alle spalle questi supporti, le prospettive di rivalutazione comincerebbero a farsi molto interessanti anche in ottica di medio periodo.

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