PMI Manifatturiero in calo: borse cinesi in rosso

La manifattura cinese mostra un lieve deterioramento: l’indice PMI Manifatturiero Caixin mostra la prosecuzione del trend di debolezza sia sul fronte output sia sul fronte occupazione attestandosi ai livelli minimi rispetto a Dicembre. Una situazione che denota un deterioramento sensibile delle condizioni fondamentali della tigre asiatica che ora sembra ruggire sempre meno.
I principali listini azionari cinesi perdono terreno di conseguenza con Shanghai che chiude a -1.78% e Hong Kong in ribasso dello 0.45%. Unico segno positivo tra le grandi piazze asiatiche è Tokyo che accelera il recupero da inizio anno sulla scia dei nuovi stimoli messi sul piatto dalla Bank of Japan. L’indice Nikkei guadagna infatti il 1.98% portandosi verso i 18000 punti.
Sul fronte europeo i dati pubblicati questa mattina risultano ancora contrastati e delineano una situazione ancora ostaggio di una certa debolezza a livello congiunturale globale.
Un elemento in più per spingere la Banca Centrale Europea ad agire nella prossima riunione di Marzo verso un incremento della portata del Quantitative Easing oltre alla possibilità di una ulteriore sforbiciata sui tassi di deposito che permetterebbe all’istituto di Francoforte di incorporare un parco maggiore di titoli che attualmente hanno rendimenti inferiori a -0.30%.
Sul fronte energia, sembrano stabilizzarsi le quotazioni del petrolio che si riportano verso i massimi toccati la scorsa settimana. Il contratto Brent si attesta infatti a 35.80 $/barile allargando il premio rispetto al WTI che rimane fermo a quota 33.20 $/barile.

Market Movers
02:00 Cina PMI Manifatturiero NBS cons. 49.6 prec. 49.7
02:00 Cina PMI Non Manifatturiero cons. 54.6 prec. 54.4
02:45 Cina PMI Manifatturiero Caixin cons. 48.0 prec. 48.2
03:00 Giappone PMI Manifatturiero cons. 52.4 prec. 52.6
10:00 Eurozona PMI Manifatturiero Markit cons. 52.3 prec. 53.2
10:30 Regno Unito PMI Manifatturiero Markit cons. 51.8 prec. 51.9
14:30 Stati Uniti PCE a/a cons. 0.4% prec. 0.4%
16:00 Stati Uniti PMI Manifatturiero ISM cons. 48.0 prec. 48.0
17:00 Eurozona Discorso Draghi (BCE)
19:00 Stati Uniti Discorso Fischer (FED)

EURUSD
Dati ancora contrastati in Eurozona sul fronte PMI Manifatturiero: il dato aggregato mostra una lieve flessione rispetto ai livelli della scorsa rilevazione, ma esce in linea con le attese degli analisti. Sorpresa Spagna, mentre arrancano Italia, Germania e Francia. Il cambio EURUSD sembra non risentire eccessivamente dei dati macro, ma rimane saldamente ancorato al livello di 1.0850 dopo una rapida risalita durante la sessione asiatica. L’andamento della moneta unica, tuttavia, dovrà misurarsi oggi con diversi dati USA di una certa rilevanza, anche se il vero driver delle contrattazioni rimane il mercato azionario che presenta elementi di debolezza in apertura di sessione.

GBPUSD
Per la sterlina inglese è in aumento la fase di volatilità nei confronti del biglietto verde con un sensibile incremento delle oscillazioni di prezzo. L’apertura dei mercati europei è comunque caratterizzata da un sostanziale miglioramento dell’outlook di riferimento del cable verso quota 1.43, mantenendosi comunque su livelli ancora piuttosto legati al trading range tra 1.4150 e 1.4350 che sta caratterizzando l’intero movimento da metà gennaio scorso.

USDJPY
Nonostante le aspettative sulla manifattura cinese che continua il percorso di contrazione denotando una certa debolezza, il mercato azionario giapponese prosegue la fase rialzista con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo che chiude a +1.98% sull’ondata di ottimismo legata all’annuncio di nuove misure di stimolo da parte della Bank of Japan. Di converso, tuttavia, la divisa nazionale non subisce in modo eccessivo il forte rimbalzo dell’azionario e il rapporto di riferimento USDJPY rimane tutto sommato laterale tra 121.00 e 121.50 attestandosi in area 121.20 in apertura dei mercati europei. Il segnale che arriva da oriente è quindi incoraggiante sul fronte dell’indicazione sull’appetito al rischio dei mercati, anche se la giornata prevede una carrellata importante di dati macroeconomici negli Stati Uniti che tuttavia non dovrebbero influenzare eccessivamente l’attuale trading range del rapporto tra biglietto verde e yen giapponese.

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