Petrolio: paga la strategia saudita

La conclusione della settimana che ospita il G7 di Ise-Shima in Giappone porta una ventata di ottimismo su diversi fronti a partire dal nodo sul fronte commodities che era tra i temi caldi in agenda e che sembra aver trovato accoglimento grazie alle dichiarazioni del ministro delle finanze cinese su possibili ulteriori misure di stimolo in tal senso.
I metalli industriali godono di un momento di recupero, mentre sul fronte energetico il petrolio si stabilizza in prossimità dei massimi di periodo con il Brent che scambia a 49.00 $/barile in apertura dei mercati europei e il WTI, il benchmark statunitense, che si attesta allo stesso livello con conseguente e prevedibile annullamento dello spread tra i due contratti.
Alla base di questo andamento delle quotazioni c’è la strategia dell’Arabia Saudita che inizia a dare i propri frutti: con il comparto estrattivo statunitense in profonda crisi, descritto da dati sulle scorte in continuo calo, i livelli di produzione aggregati sono in deciso calo.
La battaglia tutta interna all’OPEC che aveva portato anche ad un intensificarsi della contrapposizione interna, sembra distendersi in vista del meeting annuale del cartello che avrà luogo in Giugno e il primo produttore al mondo potrà fregiarsi del risultato.
Le prospettive di medio termine, come sottolineato anche in precedenza, vogliono una domanda in aumento a sorpresa rispetto alle stime precedentemente disponibili, fattore che guiderà un recupero graduale delle quotazioni e il loro mantenimento intorno ai livelli attuali. Se da un lato infatti, la soglia dei 50 $/barile rappresenta un fattore di sollievo per le finanze di molti produttori membri del cartello, dall’altro il superamento deciso di tale soglia provocherebbe un ritorno in funzione dei pozzi statunitensi, grandemente responsabili del tracollo cui si è assistito dalla seconda metà del 2014.
Anche il “brexit” entra all’interno dell’agenda del G7 con i leader mondiali che mettono in guardia sui possibili e avversi rischi che seguirebbero l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Tuttavia, la probabilità che il voto del 23 Giugno si tramuti in un plebiscito in favore del divorzio tra Londra e Bruxelles sono estremamente limitate e in calo dopo che nelle scorse settimane il fronte dello “stay” aveva calato i propri carichi da 90.

Market Movers
01:30 Giappone Inflazione a/a cons. -0.3% prec. -0.1%
08:45 Francia Fiducia consumatori cons. 94 prec. 94
10:00 Italia Fiducia consumatori cons. 114.4 prec. 114.1
10:00 Italia Fiducia imprese cons. 103.0 prec. 102.7
14:30 Stati Uniti PIL t/t cons. 0.9% prec. 1.4%
16:00 Stati Uniti Fiducia consumatori Univ. Michigan cons. 95.4 prec. 89.0
19:15 Stati Uniti Discorso Yellen (FED)

EURUSD
La moneta unica rialza la testa dopo il tracollo unidirezionale che ha portato il cambio EURUSD dai massimi a 1.16 fino in area 1.1150. L’apertura dei mercati europei in lieve flessione questa mattina denota tutta la cautela degli operatori a prendere posizioni in vista dei dati sul PIL USA e delle dichiarazioni del governatore della FED Janet Yellen. Tuttavia, con la conclusione della settimana e con previsioni sui fondamentali a stelle e strisce non brillanti, EURUSD potrebbe vedere un recupero verso quota 1.1250 per l’effetto combinato di rimodulazione delle previsioni degli analisti sull’economia americana e la chiusura delle posizioni short in vista del week end.

GBPUSD
Il cable continua nella sua fase di consolidamento sui massimi relativi dopo il pull back dai massimi in area 1.47 e attestandosi in apertura dei mercati europei a quota 1.4640 in attesa dei dati sul PIL negli Stati Uniti. Nel caso del cable, la fase di forza sembra confermata dall’arretramento delle previsioni di un’uscita dall’Unione Europea e potrebbe essere ulteriormente sostenuta da fondamentali a stelle e strisce “morbidi”. Infatti, in caso di arretramento dei dati di crescita sotto le stime degli analisti potremmo assistere ad un rafforzamento del cable verso quota 1.4750, in caso contrario, l’effetto dovrebbe essere più moderato e portare ad una conclusione del consolidamento dell’area attuale.

USDJPY
Lo yen continua a mantenersi stabile sotto quota 110.00 attestandosi in area 109.70 in apertura dei mercati europei dopo una sessione asiatica altalenante. Se da un lato i mercati orientali hanno fatto registrare risultati poco sopra la parità, la campanella in Europa ha segnato una certa debolezza per le piazze del Vecchio Continente portando quindi ad un recupero della divisa nipponica nei confronti del biglietto verde. La fase di accumulo tecnica (grafico) sembra essere sul punto di esaurirsi anche in previsione dell’uscita dei dati sul PIL negli Stati Uniti che se dovesse confermare il rallentamento della crescita potrebbe portare alla violazione dell’area inferiore che attualmente contiene gli scambi con conseguente storno delle quotazioni di USDJPY verso area 109.00.

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