Petrolio e Yuan: mercati a tinte fosche

Ancora una giornata contrastata sui mercati, principalmente per effetto del ritracciamento delle quotazioni del greggio che torna a mettere sotto pressione le principali piazze azionarie dall’Asia all’Europa. Il Brent torna a 33.80 $/barile, dopo aver cercato il consolidamento in area 35.80 $/barile, con un conseguente allargamento del premio rispetto al contratto scambiato a Chicago, il WTI che si attesta a 31.10 $/barile e mettendo a segno una discesa assai più marcata.
Come conseguenza diretta, le piazze asiatiche hanno mostrato un leggero deterioramento delle condizioni con Hong Kong e Tokyo in negativo, mentre Shanghai in netto territorio positivo a +2.24%.
La dicotomia tra le due principali piazze cinesi mette in evidenza un problema legato alla valuta: lo yuan offshore, scambiato a Hong Kong sta soffrendo particolarmente per effetto di una serie di misure messe in atto dal governo di Pechino per arginare speculazione fuori controllo e soprattutto fuga di capitali per cui Societé Generale vede probabile la necessità per Pechino di imporre controlli sui capitali.
Sul fronte europeo prosegue il percorso di sostanziale incertezza dei mercati con le principali piazze del Vecchio Continente che aprono in rosso.

Market Movers
04:30 Australia Riunione politica monetaria (RBA) cons. 2.0% prec. 2.0%
09:55 Germania Disoccupazione cons. 6.3% prec. 6.3%
10:00 Italia Disoccupazione cons. 11.2% prec. 11.3%
11:00 Eurozona Disoccupazione cons. 10.5% prec. 10.5%
11:00 Svizzera Discorso Jordan (SNB)
19:00 Stati Uniti Discorso George (FED)

EURUSD
La moneta unica prosegue nel suo percorso laterale che ha incanalato gli scambi su EURUSD praticamente dal 3 Dicembre, in occasione della riunione di politica monetaria della BCE in cui il presidente Draghi ha deluso le aspettative, forse eccessivamente artefatte, dei mercati. Dopo aver lasciato l’area di floor tra 1.08 e 1.0850, il cambio EURUSD è tornato verso quota 1.0960 in attesa di maggiori spunti dai dati macroeconomici in uscita questa mattina sul mercato del lavoro in Eurozona. Dopo i dati PMI di ieri deludenti, tuttavia, è ancora più evidente che a guidare i movimenti intraday della moneta unica sono proprio i mercati azionari, cui è importante prestare la massima attenzione.

GBPUSD
La sterlina inglese apre la giornata di contrattazioni verso i livelli di supporto in area 1.4350, dopo un ripido recupero durante la giornata di ieri legato principalmente all’andamento negativo delle piazze azionarie del Vecchio Continente. Le voci circa la possibilità di un accordo tra EU e UK sul tema Brexit sembrano per il momento calmare il mercato in apprensione, soprattutto sul fronte cable, anche se il rischio del boomerang in sede di referendum è ancora vivissimo. Il trend di medio periodo per il rapporto tra sterlina inglese e biglietto verde ha infatti preso un andamento rialzista, anche se permangono preoccupazioni circa la tenuta dell’economia di Sua Maestà: un consolidamento sopra area 1.4350 potrebbe aprire la strada a ulteriori rialzi, soprattutto durante il resto della settimana.

USDJPY
Dopo una sessione asiatica all’insegna del recupero dello yen giapponese, principalmente mosso dall’andamento dell’azionario con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo che perde lo 0.64% trascinando il cambio dall’area di 121.00 fino verso 120.30, salvo poi stornare, in apertura dei mercati europei, verso area 120.60. L’attesa per la giornata è sostanzialmente per un andamento piuttosto laterale, soprattutto in caso di poca volatilità sui mercati azionari del Vecchio Continente. In caso di oscillazioni più consistenti, lo yen potrebbe tornare a fare da indicatore di propensione al rischio e muoversi in controtendenza, come di consueto, con il comparto azionario. Attenzione soprattutto alla notte tra oggi e domani, dove una carrellata di dati cinesi e giapponesi, porterà una discreta volatilità.

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PROSSIMI EVENTI

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