Petrolio: al via accordo Russia-OPEC, mercati cauti

È l’ora della verità per il petrolio che ha raggiunto ieri i livelli chiave, quelli rappresentati dalle resistenze di medio periodo a 37 $/barile per il Brent e a 35 $/barile per il WTI. Le notizie circolate ieri circa l’azione in direzione dell’implementazione del piano di congelamento dei livelli produttivi da parte della Russia e degli altri principali produttori OPEC e almeno 15 partecipanti all’organizzazione.
Tanto è bastato ad arginare la possibile frenata delle quotazioni dopo che le scorte USA pubblicate ieri hanno mostrato un aumento considerevole a oltre 10 milioni di barili contro i 3.5 milioni previsti.
Sul fronte asiatico ancora debolezza per i fondamentali cinesi e dell’Asia continentale, dove i PMI del comparto servizi deludono le attese. Tuttavia, l’Australia si mostra particolarmente resistente agli scossoni con un miglioramento sensibile della bilancia commerciale per effetto dell’aumento delle esportazioni.
Anche sul fronte commodities, all’aumento del prezzo del petrolio è seguito un miglioramento sensibile delle quotazioni dei metalli industriali con in testa il rame che fa registrare una delle migliori performance da inizio anno.
In Europa le borse oggi aprono in territorio contrastato per effetto delle prese di profitto dopo il lungo rally di inizio settimana, oltre ovviamente alla normale interlocutorietà legata all’approssimarsi della riunione di politica monetaria della BCE. Inizia oggi, infatti, la settimana di silenzio da parte di Francoforte che culminerà il prossimo 10 Marzo con l’appuntamento cardine della politica monetaria europea.

Market Movers
01:30 Australia Bilancia commerciale cons. -3.1b prec. -3.52b
02:45 Cina PMI Servizi Caixin cons. 52.6 prec. 52.4
03:00 Giappone PMI Servizi Nikkei cons. 52.1 prec. 52.4
07:30 Francia Disoccupazione cons. 10.5% prec. 10.4%
08:00 Regno Unito Indice prezzi case a/a cons. 5.0% prec. 4.4%
09:45 Italia PMI Servizi Markit cons. 53.1 prec. 53.6
09:55 Germania PMI Composito Markit cons. 52.8 prec. 54.5
10:00 Eurozona PMI Composito Markit cons. 52.7 prec. 53.6
10:00 Eurozona PMI Servizi Markit cons. 53.0 prec. 53.6
11:00 Eurozona Vendite al dettaglio a/a cons. 1.3% prec. 1.4%
14:30 Stati Uniti Nuove richieste sussidi disoccupazione cons. 271k prec. 272k
15:45 Stati Uniti PMI Composito Markit cons. 50.1 prec. 53.2
16:00 Stati Uniti PMI non manifatturiero ISM cons. 53.2 prec. 53.5
16:46 Stati Uniti Discorso Kaplan (FED)

EURUSD
Dopo il tentativo di attacco al livello di 1.08, arenatosi ieri sera in area 1.0830, la moneta unica torna saldamente sopra quota 1.0850 attestandosi in area 1.0870 in apertura dei mercati europei, anche per effetto delle borse europee ancora deboli e contrastate nonostante i dati europei incoraggianti che mostrano una situazione, in materia di PMI, molto più resiliente del previsto con tutti i dati in uscita questa mattina migliori delle attese. Occhi comunque puntati ai dati statunitensi del pomeriggio e alle performance delle borse europee che potrebbero mettere un freno alla cavalcata di questi ultimi giorni spingendo nuovamente al rialzo la moneta unica.

GBPUSD
Cable in picchiata dopo i dati sui PMI Servizi cede terreno portandosi di questa mattina a 1.41 fino a quota 1.4030 riaprendo lo scenario ribassista di breve periodo. La brusca frenata del comparto servizi, in controtendenza con i dati europei, sta mettendo sotto pressione una sterlina già ai minimi relativi e che rischia quindi di essere ancora più ostaggio delle pressioni legate sia all’outlook macro in deterioramento, sia per le prospettive sul brexit.

USDJPY
Dopo una sessione asiatica ancora all’insegna del segno più, lo yen giapponese torna ad indebolirsi dal livello di chiusura dei mercati americani a 113.40 fino in area 114.00 per effetto del risultato positivo dell’indice Nikkei della borsa di Tokyo che chiude la sessione a +1.28%. L’apertura dei mercati europei rimane contrastata con i principali listini in negativo e conseguente storno di USDJPY che si attesta poco sotto i massimi di questa notte a 113.90. Oggi è previsto un aumento della volatilità in occasione dei dati americani su comparto manifatturiero e sul mercato del lavoro, anche se il vero driver dei movimenti in divisa nipponica rimane l’appetito al rischio di cui l’andamento delle borse è il migliore indicatore.

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