Pessime notizie dalla Svezia

Dati pessimi per l’economia svedese quelli usciti la settimana passata con la disoccupazione che torna ad aumentare e la produzione industriale attesa in pesante caduta nei prossimi tre mesi.

L’attesa è tutta concentrata sulla decisione di politica monetaria della banca centrale svedese (la Riksbank) che questa settimana dovrà far conoscere ai mercati quali mosse adottare per cercare di contrastare il rallentamento economico.

Gli indicatori di sentiment economico sono scesi ad agosto sotto quota 95, ben al si sotto della media storica; siamo al quarto mese consecutivo di declino. Imprese e consumatori sono alla finestra anche tenendo conto dell’incertezza del vicino Regno Unito.

A questo punto pensare ad una recessione nel terzo trimestre dell’anno è abbastanza plausibile considerando l’affidabile ruolo anticipatore esercitato dagli indicatori di sentiment in passato nel presagire recessioni/espansioni economiche.

Naturalmente queste considerazioni valgono anche per l’inflazione che si sta accartocciando nella sue aspettative e probabilmente tornerà a ripiegare sotto il livello atteso del 2% a breve.

Situazione non semplice quella della Riksbank visto che solo pochi mesi fa era stato abbozzato un tentativo di normalizzazione del costo del denaro con un rialzo di 25 punti base.

Siamo tuttora in territorio negativo per i tassi (-0.25%) con il mercato che comincia a scommettere su almeno un taglio entro la fine dell’anno. Un’inversione che avrebbe il sapore della beffa per l’autorità monetaria svedese che aveva sempre parlato di un nuovo rialzo nel 2020.

Quando però oltre 50 banche centrali si muovono in una direzione diventa complicato per un’economia così singhiozzante fare diversamente.

E se la FED condiziona paesi emergenti ed americani, la BCE farà altrettanto per la vicina Svezia.

La settimana scorsa la Corona svedese (Sek) è stata la peggior valuta contro Euro con un calo superiore al 1%.
Siamo ancora lontani dai massimi storici di EurSek a 11.70 del 2009, ma la regolarità con cui il trend rialzista va avanti non fa al momento propendere per un’inversione di tendenza.

Con quella appena conclusa siamo arrivati alla quarta settimana di EurSek che tenta di superare 10.80. Quando un cross mostra un trend così definito come quello che vediamo dal grafico ed è ben supportato dalla media annua, è evidente che il bussare tante volte alle porte di una resistenza è segnale di compratori che aspettano la notizia buona per superarla.

Anche osservando un oscillatore come il Macd settimanale notiamo come proprio in questo momento la linea del segnale è stata perforata e questo potrebbe dare il via ad un nuovo rally rialzista simile a quelli già visti a ottobre 2018 e gennaio 2019.

In quel caso il massimo storico di EurSek sarebbe nel mirino entro fine 2019. Uno sfondamento definitivo di 10.80 consiglierebbe quindi l’apertura di nuove posizioni long EurSek.

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