Peso messicano, nuovi minimi storici in vista?

Ai nostri lettori era nota da tempo la stagionalità negativa di agosto soprattutto sulle valute emergenti visto che in ripetute occasioni avevamo indicato questo come un fattore potenzialmente destabilizzante.

Anche nel 2019 la statistica che vedeva negli ultimi 20 anni ben 17 casi di ribasso dell’indice Jpm Emg Local Currency, è stata arricchita di un nuovo tassello negativo.

L’indice è scivolato così su nuovi minimi assoluti in termini di rapporto di cambio spot e tra le vittime eccellenti c’è il Peso messicano.

Dal 2007 al 2018 solo in due occasioni UsdMxn è sceso ed il 2018 ha confermato la striscia positiva (negativa per Mxn).

La notizia che ha alimentato copiose vendite sulla divisa emergente sono legate, non tanto all’ormai costante incertezza legata ai dazi, quanto alla decisione della banca centrale messicana di tagliare i tassi dopo 62 mesi dall’ultimo ritocco all’ingiù del costo del denaro. Dobbiamo infatti tornare al 2014 per ritrovare una mossa analoga a cui seguirono tre anni di rialzi fino al 8.25% poi ridotto a 8% a ferragosto.

Ciò che ha spinto la banca centrale ad agire è naturalmente l’effetto trascinamento innescato dalla FED con conseguenti aspettative di ulteriori limature. A questo si aggiunge anche il fatto che oltre 50 banche centrali nel mondo hanno già ridotto i tassi da inizio 2019.

L’inflazione si sta riducendo e convergendo verso il target del 3%. L’ultimo dato parla di un 3.7% dettato da un mix di minore domanda ma anche di forza della divisa locale. Il rapporto di cambio tra Dollaro e Peso era infatti scivolato in prossimità dei corposi supporti di 18.70.

Anche la crescita economica appare deludente dopo una contrazione nel secondo trimestre dello 0.7% che ha seguito una crescita del 1.2% nel primo.

La banca centrale ha quindi deciso, seppur con ritardo, di rompere gli indugi e gli effetti sulla valuta si sono visti tutti.

Con quella che va a chiudersi siamo alla quinta settimana consecutiva di rialzo per UsdMxn, ma quello che più conta è la tenuta di tutta una serie di supporti che saranno utile per capire se e quando il Peso messicano potrà tornare una divisa su cui puntare.

Come vediamo dal grafico la media mobile abbinata alla trendline che unisce i minimi crescenti da due anni a questa parte hanno fatto da diga rilanciando un’azione che ora sta andando ad insidiare la down trend line che a sua volta ha finora arginato ogni velleità del biglietto verde verso la moneta dei confinanti messicani.

La linea del Piave è probabilmente quella fascia di prezzo che ruota attorno a 20/20.5 che è sollecitata in questo momento. La figura che sta emergendo sembrerebbe essere il tipico pattern di continuazione di un bull market e questo rappresenterebbe un grosso problema per il Peso messicano.

Il rischio è quello di andare a chiudere il primo mandato di Trump con un nuovo minimo storico, minimo che fu realizzato poche settimane dopo l’insediamento del magnate alla Casa Bianca. Attenzione quindi alle resistenze.

Andare oltre aprirebbe prospettive bullish ben superiori a quella zona 22 realizzata a fine 2016.

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