Peso messicano, caduta che non finisce qui

Il Governo messicano non ha avuto nemmeno il tempo di festeggiare per l’abolizione dei dazi su acciaio ed alluminio da parte degli Stati Uniti in vigore da un anno a questa parte, che Trump ha pensato bene di rovinare tutto.

Il Presidente americano ha infatti deciso di imporre dazi pari al 5% della merce importata dal Messico a partire dal 10 giugno. E non finisce qui con tariffe che saliranno gradualmente fino al 25% dal primo ottobre e fino a quando il Messico non fermerà in modo significativo i flussi illegali di immigrazione verso gli Stati Uniti.

Per  ragioni di sicurezza nazionale Trump è ricorso ad una legge del 1977 che gli consente di regolare il commercio durante un’emergenza bypassando il Congresso.  Una guerra che c’è da scommettere andrà avanti fino alle elezioni dell’anno prossimo quando Trump vorrà portare davanti agli elettori promesse elettorali diventate realtà.

Ad onor del vero bisogna però anche ricordare come il Messico è stato uno dei principali beneficiari della trade war con la Cina. Basti pensare infatti che nel primo trimestre del 2019 l’import degli USA dalla Cina è sceso di 17 miliardi di Dollari compensato da un analogo importo di maggiori importazioni da altri paesi emergenti. Messico e Vietnam si sono presi oltre il 50% della torta.

Carota e bastone quindi per il Messico. La notizia ha scatenato una immediata reazione negativa sul Peso messicano che in pochi minuti ha perso il 3% tornando a ridosso di quota 20 contro Dollaro Usa.

Come si vede dal grafico tecnicamente è però area 20.4 quella più delicata per UsdMxn. Da queste parti passa infatti la resistenza generata dall’unione dei tre massimi discendenti in essere dal 2017.

Dopo le grandi preoccupazioni generate dall’elezione di Trump nel 2016 UsdMxn ha avviato una prolungata fase accumulativa tra 19 e 20.

Il test dei supporti di 18.70 ha sostenuto il cambio aiutato anche da una media mobile molto affidabile finora. Da quel momento è partito lo slancio che guida l’attuale movimento. La sensazione è che presto avremo una rottura rialzista. In tal senso la stagionalità non aiuta.

A giugno contro Dollaro americano storicamente il Peso soffre. In 19 degli ultimi 25 anni per il cambio UsdMxn si sono registrati rialzi nel sesto mese dell’anno.

Considerata l’esposizione piuttosto marcata degli hedge fund (non commercials) sul mercato dei futures, le probabilità di un proseguimento della debolezza della valuta messicana sono alte.

Gli ultimi dati macro non sono stati positivi. La crescita del primo trimestre, nonostante il bonus cinese, è risultata negativa dello 0.2%, ma l’inflazione rimane sopra il 4%.

Questo pone qualche perplessità nella banca centrale per tagliare i tassi. Nell’ultimo meeting di politica monetaria sono stati mantenuti invariati al 8.25%, ma è ovvio che un ulteriore rallentamento dell’economia per compensare i dazi di Trump costringerà le autorità ad un taglio nel costo del denaro.

Ed il Peso messicano a quel punto soffrirà.

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