Mercati turbolenti tra borse e commodities

Continua una fase di turbolenza sui mercati che si è innescata in Europa ed estesa già a partire dalla conclusione della scorsa settimana ai mercati asiatici e statunitensi. Le conseguenze del brexit continuano a farsi sentire pesantemente anche sul clima politico interno al Regno Unito che è diventato infuocato dopo che i principali fautori della vittoria della brexit hanno abbandonato la nave.
Il sindaco di Londra Boris Johnson aveva già dichiarato la settimana scorsa l’intenzione di non candidarsi alla guida dei Tories, ma la notizia shock è giunta ieri quando l’ormai ex leader dello UKIP (United Kingdom Independence Party ndr) Nigel Farage, uno dei più accorati sostenitori dell’indipendenza britannica, ha deciso di lasciare la guida del suo partito.
Non si placano le turbolenze sui mercati azionari mentre giovano, come sempre in queste situazioni di avversione al rischio, metalli preziosi e commodities. Soprattutto i metalli industriali consolidano i rialzi per effetto del miglioramento dei fondamentali, mentre il petrolio tende a consolidare l’area laterale attuale attestandosi in area 49.00 $/barile per il contratto Brent e 47.65 $/barile per il WTI. Soprattutto sul fronte energia gli analisti confermano che l’attuale trading range e territorio laterale potrebbe rappresentare l’area pivotale per gli scambi sul medio periodo considerando che l’approssimarsi della pubblicazione dei dati sulle scorte negli Stati Uniti che sono particolarmente suscettibili delle oscillazioni di prezzo in quest’area.

Market Movers
03:30 Australia Bilancia Commerciale cons. -1.5b prec. -1.8b
03:45 Cina PMI Servizi Caixin cons. 52.3 prec. 51.2
06:30 Australia Riunione politica monetaria RBA cons. 1.75% prec. 1.75%
09:45 Italia PMI Servizi Markit cons. 50.2 prec. 49.8
09:55 Germania PMI Servizi Markit cons. 53.2 prec. 55.2
10:00 Eurozona PMI Composito Markit cons. 52.8 prec. 53.1
10:30 Regno Unito PMI Servizi Markit cons. 52.7 prec. 53.5
11:00 Eurozona Vendite al dettaglio a/a cons. 1.6% prec. 1.4%
11:30 Regno Unito Financial Stability Report BOE
20:30 Stati Uniti Discorso Dudley (FED)

EURUSD
La moneta unica si riposiziona nel trading range tra 1.11 e 1.12 riaffermando l’area di stabilità che ha preceduto la fortissima volatilità del mese di giugno compresa tra il deludente dato sui nonfarm payroll del mese scorso e l’evento brexit. L’andamento negativo delle borse del Vecchio Continente ha contribuito a mantenere la quotazione della moneta unica nel rapporto con il biglietto verde sui livelli prossimi a 1.1150 con la prospettiva di un ulteriore consolidamento anche per effetto dei buoni fondamentali europei.

GBPUSD
Prosegue la fase di debolezza della sterlina inglese che continua a mantenersi sui minimi storici in area 1.31 dopo che le turbolenze politiche interne che hanno portato all’abbandono dei due (ormai ex) cavalieri del brexit, l’ex sindaco di Londra Boris Johnson e l’ex leader dello UKIP Nigel Farage. L’attesa per il cable rimane comunque ancora fortemente dipendente dalla gestione della situazione micro in termini di politica e contenimento dei rischi legati al brexit, ma comunque non positive.

USDJPY
Continua durante la sessione notturna la fase di forza dello yen giapponese che si riporta a quota 101.70 nel rapporto con il biglietto verde. Anche l’apertura dei mercati europei, ancora in rosso, segue l’andamento della sessione asiatica che ha visto l’indice Nikkei della borsa di Tokyo cedere lo 0.67% e confermare la fase di risk off che mantiene lo yen particolarmente tonico. L’assenza di dati negli Stati Uniti nel pomeriggio renderà gli scambi poco volatili durante la giornata di oggi con la tendenza per il rapporto USDJPY a consolidare l’area attuale ed eventualmente estendere il rafforzamento fino a quota 101.50.

------------

CALENDARIO EVENTI

0 - Commenti