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La sterlina pre e post elezioni

• Brexit entro il 31 gennaio 2020;
• Evitato il rischio di Hard Brexit e Hung of Parliament dopo la vittoria di Johnson;
• Guadagno del10% in 4 mesi per la Sterlina contro Euro;
• Oggi piccolo e fisiologico ritracciamento della moneta inglese.

Quattro giorni fa in Inghilterra, Il partito conservatore di Boris Johnson ha stravinto le elezioni  con 365 seggi sui 650 del Parlamento, e una maggioranza di 80 seggi. I laburisti hanno ottenuto 203 seggi, gli indipendentisti scozzesi del Snp hanno ottenuto 48 seggi, mentre i LibdDem hanno ottenuto 11 seggi, con un’ affluenza alle urne intorno 67%, (1,5% in meno rispetto al voto del 2017). La sconfitta per Corbyn si attesta, per i numeri post elezioni, come la peggiore dal 1935 per i laburisti e porterà probabilmente l’anno prossimo alle dimissioni del loro leader.

Come ampiamente annunciato in campagna elettorale il primo provvedimento del nuovo premier sarà la Brexit (che dopo tre anni di stallo da fine Giugno 2016) si concluderà entro fino Gennaio.
Lo scopo del nuovo premier è quello di far uscire l’Inghilterra dall’Europa prima del 31 Gennaio 2020.

E in tutto questo come si è mossa la sterlina?

Se ci fermiamo a qualche giorno prima delle elezioni il cross Euro/Sterlina è arrivato a 0.84, con la moneta inglese che ha segnato i nuovi massimi da due anni (per qualche istante il cross è sceso anche sotto quota 0,84) e sui massimi da sette mesi contro Dollaro Usa.
Con grande sorpresa per gli investitori, da metà agosto la Sterlina ha guadagnato sull'euro il 10% circa, rivelandosi una delle valute migliori del mondo.

Il 13 dicembre, ovvero subito dopo le elezioni la Sterlina ha compiuto un ulteriore balzo con il cross che scende fino a 0.8278 il minimo (per il cross) da oltre 3 anni e mezzo (che si legge anche come Sterlina ai massimi contro Euro da tre anni e mezzo).
I risultati delle elezioni infatti hanno segnato una vittoria molto piu’ marcata di quanto previsto incrementando la fiducia degli investitori che vedono dissolversi i due maggiori pericoli della “saga Brexit” ovvero:

• Hard Brexit dopo il dialogo Tra Johnson e Charles Michel (Presidente del Consiglio Europeo) dove il primo ha affermato: "La Gran Bretagna uscirà dalla UE entro fine gennaio senza se e senza ma" e il secondo ha risposto :"Mi congratulo con Boris Johnson e mi aspetto che il Parlamento britannico ratifichi il prima possibile l'accordo negoziato sulla Brexit. È importante avere chiarezza";

• Hung Parliament ovvero lo stallo nel parlamento per via della mancanza di una maggioranza.

Oggi la Sterlina sta registrando la peggior seduta da 5 mesi con pesanti prese di profitto e un calo intorno all’1.2%. Il cross Euro/Sterlinla si riporta intorno a 0.846.

Il movimento sembra un fisiologico riassestamento dopo 4 mesi in cui la moneta ha guadagnato piu’ del 10%, al momento e risultano infondate le voci di una rinnovata preoccupazione per una hard Brexit. E’ da notare che l'iter per la ratifica parlamentare della Legge sul recesso del Regno Unito dalla UE (Withdrawal Bill) ripartirà il 20 dicembre. Il provvedimento include anche l'accordo di divorzio raggiunto da Boris Johnson con Bruxelles.Il primo ministro aggiungerà una nuova clausola al disegno di legge sulla Brexit per rendere illegale che il Parlamento estenda il processo di transizione oltre la fine del 2020. Lo ha confermato questa notte un alto funzionario governativo. Una volta che il Regno Unito avrà lasciato l'Ue, il 31 gennaio, entrerà in un periodo di transizione durante il quale le due parti dovranno cercare di mettere a punto un accordo sulle loro relazioni future, soprattutto in campo commerciale.

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