La May verso hard brexit, mercato sconta atteggiamento soft

Al centro della scena ieri il discorso di Theresa May sul tema brexit che ha confermato la visione di molti analisti che parlavano di un hard brexit, una frattura netta con l’Unione Europea.
Già dopo pochi minuti dall’inizio della conferenza stampa, la sterlina ha iniziato a recuperare terreno nonostante le parole del primo ministro britannico avessero un tono che avrebbe dovuto affossare il valore della valuta di Sua Maestà.
Il motivo va ricercato principalmente in due fattori: il primo è l’essenzialità del passaggio parlamentare, confermato da Theresa May, ma già ribadito in prima istanza dall’alta corte inglese. Il secondo è relativo alla sostanza delle parole del primo ministro che ha assunto un atteggiamento particolarmente duro, ma che è risuonato quasi disperato nelle orecchie di operatori e addetti ai lavori.
L’inquilino del 10 di Downing Street sembra aver voluto giocare il tutto e per tutto con un discorso deciso nei termini, ma particolarmente vuoto nella sostanza soprattutto in vista della necessità di uno o più voti parlamentari che rappresentano ora un ostacolo importante per la sopravvivenza dell’esecutivo guidato dalla May che rischia di essere ostaggio di un all-in cui non necessariamente è Londra ad avere la mano migliore.
Sul fronte politico interno al Regno Unito la voce scozzese si è già innalzata per bocca del primo ministro Sturgeon che torna all’attacco con il referendum sull’indipendenza della Scozia che rischia di azzoppare i sogni di una britannia globale che forse esiste solo nella realtà della May influenzata più dalle pretese della destra più estrema del suo partito e dalle lusinghe ingannevoli di Trump, che da una attenta valutazione degli scenari.

Market Movers
08:00 Germania Inflazione a/a cons. 1.7% prec. 0.8%
10:30 Regno Unito Disoccupazione cons. 4.8% pre. 4.8%
11:00 Eurozona Inflazione a/a cons. 1.1% prec. 0.6%
11:00 Eurozona Inflazione core a/a cons. 0.9% prec. 0.8%
14:30 Stati Uniti Inflazione a/a cons. 2.1% prec. 1.7%
14:30 Stati Uniti Inflazione core a/a cons. 2.2% prec. 2.1%
15:15 Stati Uniti Produzione industriale m/m cons. 0.6% prec. -0.4%
16:00 Canada Riunione politica monetaria BOC cons. 0.5% prec. 0.5%
20:00 Stati Uniti Beige Book
21:00 Stati Uniti Discorso Yellen (FED)

EURUSD
Moneta unica mantiene la sua tendenziale forza nei confronti del biglietto verde anche in avvio di sessione sfruttando i buoni fondamentali europei sul fronte inflazionistico che confermano la tenuta della ripresa economica e strizzano l’occhio ad una possibile riduzione dell’impegno della BCE prima di quanto scontato in precedenza. Il rapporto EURUSD si attesta a quota 1.0690 in apertura dei mercati europei confermando il parziale assestamento sui massimi di periodo, ma senza lasciare il territorio laterale di oscillazione di medio periodo e in attesa dei dati americani del pomeriggio che potrebbero portare ad un lieve storno verso area 1.0650.

GBPUSD
Forte volatilità per la sterlina inglese durante la conferenza stampa di Theresa May ieri che ha riportato il cambio contro dollaro statunitense dai minimi in area 1.2040 fino a quota 1.24, salvo poi ritracciare questa mattina fino a 1.23 e incanalandosi nuovamente nell’area laterale tra 1.22 e 1.24. La presa di posizione forte del primo ministro inglese è stata recepita in modo piuttosto controverso dal mercato che forse si attende, nella fase parlamentare, un’edulcorazione significativa dei termini illustrati ieri da Theresa May. Attesa per un’estensione della discesa del cable verso quota 1.2250 oggi in caso di rafforzamento del biglietto verde.

USDJPY
Yen giapponese in parziale arretramento a 113.30 nel rapporto con il biglietto verde durante la sessione asiatica per effetto del recupero dell’azionario nipponico con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo che chiude in rialzo dello 0.43% in tendenza con le altre asiatiche e in particolar modo con Hong Kong che mette a segno +1.13% rispetto allo 0.14% positivo di Shanghai. L’attesa per la carrellata di dati macroeconomici in uscita nel pomeriggio negli Stati Uniti è destinata a portare ad un rialzo di USDJPY verso quota 113.50 nel caso di conferma della solidità dei fondamentali a stelle e strisce e in attesa del Beige Book e discorso del governatore della FED Janet Yellen che, invece, potrebbero confermare l’atteggiamento più cauto della banca centrale in tema di rialzo dei tassi.

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