Inflazione ancora centrale in attesa del PCE in USA

Con l’approssimarsi della conclusione del mese si tirano le somme di questo Settembre particolarmente concitato che in coppia con un Agosto altrettanto rovente, segnano uno dei periodi di maggiore instabilità e turbolenza sui mercati dal 2008.
In Cina, nonostante il mercato azionario sembri tornato sotto controllo, rimangono le preoccupazioni per il rallentamento dell’economia della tigre asiatica. I risvolti negativi non attendono a riversarsi anche sulle altre maggiori aree economiche globali.
Con la decisione sui tassi d’interesse del FOMC dello scorso 17 Settembre, la FED ha interiorizzato la crisi cinese mostrando grande preoccupazione per gli sviluppi globali. Allo stesso tempo, però, l’inerzia dell’istituto guidato da Janet Yellen ha contribuito a iniettare ancora più ansia nei mercati che in queste ultime settimana si sono dimostrati particolarmente instabili.
Sul fronte europeo, la BCE ha preso atto delle turbolenze e Draghi ha messo le mani avanti sottolineando la disponibilità di Francoforte a intervenire ampliando il programma di Quantitative Easing qualora necessario. Ma per la Banca Centrale Europea il vero problema è l’inflazione che rimane prossima allo zero annullando di fatto l’effetto dello stimolo.
E anche il Regno Unito adesso ritira i remi in barca mantenendosi particolarmente guardingo soprattutto sul tema rialzo dei tassi che ora potrebbe essere posticipato ulteriormente al secondo trimestre 2016.

Market Movers
14:30 Stati Uniti PCE Core m/m cons. 0.1% prec. 0.1%
14:30 Stati Uniti PCE Core a/a cons. 0.3% prec. 0.3%
14:30 Stati Uniti Conferenza stampa Dudley (FOMC)
16:00 Stati Uniti Vendite case in corso m/m cons. 0.5% prec. 0.5%
23:00 Stati Uniti Conferenza stampa Williams (FOMC)

EURUSD
La giornata di contrattazioni in Europa si apre ancora in territorio leggermente negativo in area 1.1180 in ribasso dai massimi della scorsa settimana a quota 1.12. Dominano gli scambi le turbolenze cinesi e l’assenza di appetito al rischio che stanno trascinando al ribasso le borse del vecchio continente insieme all’euro dopo la vittoria degli indipendentisti catalani. Gli scambi rimangono comunque poco variati anche in prospettiva dell’uscita dei dati statunitensi sul PCE (Persona Consumer Expenditure ndr) attesi per oggi e che rappresentano la misurazione preferita della FED in termini di inflazione dei prezzi.

GBPUSD
La sterlina recupera terreno dai minimi a 1.5150 e torna in area 1.5220 in apertura dei mercati europei. Le difficoltà della moneta unica e l’arretramento del biglietto verde hanno contribuito a spingere le quotazioni del cable dai minimi della scorsa settimana con la prospettiva di un consolidamento sopra quota 1.52 anche per la giornata odierna in attesa dei dati statunitensi del pomeriggio.

USDJPY
Ancora una giornata altalenante per lo yen giapponese dopo che la borsa di Tokyo ha chiuso in calo di 1.32% spingendo la divisa nipponica al recupero. USDJPY è passato dai massimi della settimana scorsa in area 121.20 fino in area 120.30 dove scambia in queste prime battute di contrattazioni in Europa. L’attesa oggi sarà tutta concentrata sui dati americani del pomeriggio con il PCE, mercato immobiliare e le conferenze stampa di Dudley e Williams.

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