Inevitabile forte azione di Draghi a riunione BCE

Tutti si aspettavano un rimbalzo dell’inflazione in zona euro con la conseguenza che Draghi avrebbe dovuto rivedere la sua strategia in vista della riunione di politica monetaria della BCE di domani.
Niente affatto! Draghi avrà il suo momento di gloria dopo che i dati pubblicati questa mattina hanno rilevato una tendenza stabile del tasso di riferimento fermo allo 0.1% e una tendenza in declino anche per il tasso core che scende a 0.9%.
Notizie non particolarmente incoraggianti per i 19 paesi dell’Unione monetaria, ma un dato sicuramente più rassicurante per la politica del presidente della Banca Centrale Europea Mario Draghi che ora, tolto ogni dubbio sullo stato di pericolo della dinamica dei prezzi dell’eurozona, ha il pieno mandato per agire.
Ridotta in marginalità la posizione della Germania ora l’attenzione degli analisti è diretta alle misure che adotterà Draghi per mettere in pratica quel “whatever we must” (faremo ciò che dobbiamo ndr) volto al ripristino di una dinamica dei prezzi che ritorni al target statutario dell’istituto di Francoforte.
Tuttavia, il mese in corso riserverà parecchie altri appuntamenti importanti, a partire dalla riunione dell’OPEC a Vienna di venerdì in cui la principale organizzazione di paesi produttori ed esportatori di greggio si riunirà per discutere la politica da adottare. Il ministro del petrolio saudita si è detto disponibile ad ascoltare le richieste degli altri paesi OPEC, mentre si fanno sempre più evidenti le rivalità di Russia e Arabia Saudita per l’acquisizione dell’egemonia in Europa. Una situazione che riflette anche le crescenti tensioni a livello geopolitico dove il j’accuse della Russia ad “alcuni membri del G20 che sostengono ISIS” sembra essere solo la punta dell’iceberg di una diatriba dalle motivazioni ben più profonde.

Market Movers
00:30 Australia Discorso Stevens (RBA)
01:30 Australia PIL t/t cons. 0.7% prec. 0.2% a/a cons. 2.3% prec. 2.0%
02:00 Stati Uniti Discorso Brainard (FOMC)
10:30 Regno Unito PMI Costruzioni cons. 58.2 prec. 58.8
11:00 Eurozona Inflazione core a/a prel. cons. 1.1% prec. 1.1%
11:00 Eurozona Inflazione a/a prel. cons. 0.3% prec. 0.1%
14:10 Stati Uniti Discorso Lockhart (FOMC)
14:15 Stati Uniti Nuovi occupati non agricoli ADP cons. 190k prec. 182k
15:00 Stati Uniti Discorso Tarullo (FOMC)
16:00 Canada Riunione politca monetaria BOC cons. 0.5% prec. 0.5%
18:25 Stati Uniti Discorso Yellen (FOMC)
20:00 Stati Uniti Beige Book
21:40 Stati Uniti Discorso Williams (FOMC)

EURUSD
La moneta unica apre la giornata di contrattazioni in consolidamento sopra quota 1.06 attestandosi in apertura dei mercati europei in area 1.0630. I dati sull’inflazione dell’eurozona hanno contribuito a indebolire l’euro che torna a quota 1.06, senza comunque far registrare movimenti eccessivamente marcati anche in vista delle attese per la giornata di domani. Grande attenzione sarà anche concentrata nel pomeriggio con una serie di eventi macro tra cui discorsi dei membri del FOMC e dati su mercato del lavoro e vendite al dettaglio, quest’ultimo particolarmente rilevante perché riferito al periodo di inizio della stagione delle festività natalizie. Attenzione quindi alla volatilità nella seconda parte della giornata e alla tendenza negativa che potrebbe riportare il rapporto EURUSD verso quota 1.0550.

GBPUSD
Dopo un’apertura poco mossa in area 1.5060, la sterlina perde terreno nei confronti del biglietto verde riportandosi in area 1.5040 in concomitanza con la pubblicazione dei dati sul comparto costruzioni usciti particolarmente deludenti. Anche per il cable, l’attenzione è completamente spostata al pomeriggio con la carrellata di dati macroeconomici in uscita negli Stati Uniti che potrebbero confermare la tendenza negativa e favorire il consolidamento tra 1.50 e 1.5050.

USDJPY
La giornata di contrattazioni in Europa si apre nuovamente in territorio di debolezza per lo yen giapponese che si attesta sopra quota 123.00 dopo una sessione asiatica poco mossa con l’indice Nikkei della borsa di Tokyo che cede lo 0.37% senza influenzare particolarmente il mercato valutario che continua ad essere governato da una tendenza alla lateralizzazione a cavallo del livello pivotale a 123.00. Il mercato inizia a scontare la presa di posizione da parte della FED circa un sempre più probabile rialzo a Dicembre seguito da estrema cautela nelle successive mosse.

PROMOZIONE DICEMBRE

 

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