Il petrolio va su? Lira e Rupia le più fragili

  • Sempre alta la tensione in Medio Oriente ed il prezzo del petrolio prosegue la sua salita;
  • Nel mondo valutario ci sono valute particolarmente sensibili alla variazione del prezzo del greggio;
  • Rupia indiana e Lira turca sono le divise emergenti più vulnerabili ad un rialzo dell'oro nero.

Chi conosce il mondo del forex (leggi cosa è il forex nelle nostre guide) e le sue correlazioni con altri tipi di mercati sa molto bene che ci sono valute alle quali fa bene il rialzo del prezzo del petrolio ed altre alle quali ogni dollaro in più per barile sono stilettate che appesantiscono i deficit delle partite correnti e quindi le valutazioni delle monete domestiche.

Tra le prime rientrano certamente Dollaro canadese e Corona norvegese, quest’ultima una valuta sulla quale come ben sapete sono lungo da quando si posizionava ampiamente sopra quota 10 contro Euro.

Tra le seconde, ovvero le più vulnerabili, troviamo invece un’accoppiata di divise emergenti come Rupia indiana e Lira turca.

Personalmente non trovo attraenti le valutazioni di entrambe, credo che nel mondo emergente siano presenti divise più solide con un rapporto rischio rendimento migliore. Ma di questo ho già scritto e scriverò ancora nei prossimi giorni.

Tornando alla nostra coppia di valute, ancora una volta la fiammata nel prezzo del petrolio causata dalle rinnovate tensioni in Medio Oriente hanno alimentato le vendite su TRY ed INR. Il motivo è abbastanza banale ma concreto.

Entrambi questi paesi emergenti non dispongono di riserve petrolifere e questo complica enormemente il processo di riequilibrio del deficit delle partite correnti quando il prezzo del greggio sale troppo in alto. Le importazioni di petrolio diventano più care, peggiora la bilancia commerciale ed oltretutto il commercio mondiale frena per effetto dell’incertezza generata da tensioni geopolitiche.

Tagliare i tassi servirebbe a poco perché indebolirebbe ancora di più la valuta accentuando il fenomeno dell’inflazione importata. Per questo INR e TRY si stanno muovendo da settimane al ribasso, movimento obbligato per aumentare la competitività dell’export e compensare lo sbilancio del current account generate da importazioni più costose del greggio.
Su EurTry la situazione tecnica appare decisamente improntata al rialzo. Dopo sette settimane consecutive di chiusure con massimi superiori a quelli dell’ottava precedente, puntare ai massimi della primavera 2019 di area 6.90 non appare a questo punto un’utopia.

La voglia di Erdogan di tornare protagonista nello scacchiere geopolitico mediterraneo (vedi sbarco dei soldati in Libia) rischia di aumentare la pressione sulla Lira. Un tentativo maldestro di tagliare ancora i tassi per cercare di mostrare i muscoli al mercato rischierebbe di scatenare una fuga di capitali particolarmente dolorosa per la valuta di Ankara con la Lira che a quel punto rischierebbe grosso.

Per quello che riguarda la Rupia indiana la decisione della banca centrale di stoppare per il momento il processo di riduzione dei tassi ha nuociuto alla Rupia colpita adesso anche dal rialzo nel prezzo del petrolio.
Da metà dicembre il cambio UsdInr è salito decisamente andando ancora una volta a colpire le resistenze.

Il doppio minimo formalizzato in agosto ha dato un primo colpo alle velleità della divisa indiana. Vedendo come si muove UsdInr non è da escludere a questo punto una nuova pressione in vendita per la Rupia nelle prossime settimane soprattutto se dovessero persistere le tensioni sul prezzo del petrolio UsdInr sopra 72.5 consiglierebbe una fuga precipitosa dalla divisa asiatica.
 

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