FOMC: Trump elemento di instabilità. Dollaro in arretramento

La pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione del FOMC pubblicati ieri sera hanno mostrato ciò che molti analisti si aspettavano ovvero una decisa frenata della FED sul percorso delineato soltanto pochi mesi fa e prima dell’elezione di Donald Trump alla casa bianca.
Per la FED è proprio il presidente eletto l’elemento di discontinuità da tenere sotto attenta osservazione soprattutto per le politiche annunciate da Trump e gli effetti che potrebbero avere sull’economia americana e della regione, situazione che andrebbe ad aggiungere non pochi grattacapi all’istituto guidato da Janet Yellen.
Sul fronte macroeconomico statunitense oggi e domani sono attesi diversi dati importanti sul mercato del lavoro a partire dall’ADP di oggi pomeriggio che dovrebbe mostrare una flessione rispetto ai livelli toccati il mese scorso, mentre il dato principe della settimana, i nonfarm payroll, dovrebbero mostrare una significativa stabilizzazione del tasso di crescita con il livello di disoccupazione in rialzo principalmente per effetto dell’aumento del tasso di partecipazione.
Ulteriore elemento di destabilizzazione di questo inizio anno è rappresentato ancora una volta dalla Cina e dal tentativo delle autorità di Pechino di arginare il deflusso di capitali che sta contribuendo a mantenere sotto pressione lo yuan, che continua a mantenersi piuttosto debole nei confronti del biglietto verde, e al contempo mantiene piuttosto tonici i mercati azionari grazie anche alle regolamentazioni stringenti imposte dalle autorità di vigilanza.

Market Movers
02:45 Cina PMI Servizi Caixin cons. 53.3 prec. 53.1
10:30 Regno Unito PMI Servizi Markit cons. 54.7 prec. 55.2
14:15 Stati Uniti Variazione occupati ADP cons. 170k prec. 216k
14:30 Stati Uniti PMI Composito Markit cons. 54.6 prec. 54.9
16:00 Stati Uniti PMI Non manifatturiero ISM cons. 56.6 prec. 57.2
16:30 Stati Uniti Scorte petrolio EIA cons. -2.152m prec. 0.614m

EURUSD
Deciso recupero della moneta unica nei confronti del biglietto verde nella serata di ieri e fino all’apertura dei mercati europei con il cambio EURUSD che passa da area 1.04 fino a 1.0560. La discesa a cui assistiamo in queste prime ore di contrattazioni in Europa con il cambio stabile poco sopra 1.05 sembra legata a prese di profitto e all’andamento delle quotazioni dell’azionario europeo in timido recupero.

GBPUSD
La sterlina inglese torna sopra quota 1.23 nel rapporto con il biglietto verde anche in apertura dei mercati europei dopo aver fatto registrare un significativo rialzo nelle fasi successive la pubblicazione dei verbali dell’ultimo FOMC. Il cable rientra quindi a tutti gli effetti nel momento laterale di breve periodo in attesa comunque di un aumento della volatilità nel pomeriggio di oggi e nella giornata di domani con la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro americano.

USDJPY
Dopo la pubblicazione dei verbali dell’ultima riunione della FED il dollaro ha mollato la presa soprattutto nei confronti dello yen portandosi da quota 118.00 fino in area 116.00, salvo poi stornare sopra quota 116.50 in apertura dei mercati europei. Soprattutto la combinazione tra una FED nuovamente cauta e mercati che tornano ad essere interlocutori ha contribuito al rientro del trend di salita di USDJPY che apre ora una fase di consolidamento laterale tra 116.00 e 117.00 con possibilità un ritorno verso 116.20 già nella seconda parte della giornata se venissero confermati i fondamentali su mercato del lavoro e comparto non manifatturiero statunitensi in flessione rispetto alle letture precedenti.

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