EurUsd, una rottura rialzista troppo timida

Gli atteggiamenti delle due più importanti banche centrali al mondo, FED e BCE, sembrano per il momento aver sfavorito il Dollaro americano

La Fed taglierà il costo del denaro probabilmente nel meeting di fine luglio, Draghi annuncerà un nuovo piano di QE abbinato ad un taglio dei tassi già ora negativi prima della sua dipartita. Questo è quello che il mercato sembra già incorporare nelle attuali quotazioni di EurUsd e del mercato obbligazionario.

Indubbiamente il mercato prezza già questo scenario con un costo di copertura che si è decisamente contratto rispetto alla fine del 2018. In quel momento chi aveva investimenti in Dollaro doveva sborsare quasi 340 pips per eliminare il rischio di cambio Dollaro, mentre ora ci troviamo in una condizione sempre onerosa, ma inferiore di quasi 100 punti base.

Buone notizie per i prodotti Eur hedged che quindi vedranno eroso in maniera inferiore il valore di qualsiasi fondo o Etf che adotta questa forma di copertura.

Come però avevo  già commentato in un articolo precedente la cosiddetta linea del Piave per EurUsd era 1.145 che è stato solo avvicinato, ma non superato al rialzo.

Se lamedia mobile a 200 giorni che da oltre un anno contiene le velleità dei rialzisti è stata marginalmente violata in chiusura di settimana (1.136), i due massimi di marzo 2019 ancora resistono.

La situazione va quindi monitorata con estrema attenzione anche perché oro e petrolio hanno imboccato una strada rialzista con soprattutto il metallo giallo che sembra essersi lasciato alle spalle definitivamente la resistenza di 1380$.

L’aspetto che però ritengo più interessante da considerare qualora la resistenza di 1.145 venisse violata al rialzo è la questione dell’energia accumulata dal cambio in questi mesi. Osservando ad esempio un grafico settimanale con le bande di Bollinger notiamo come solo un anno fa la distanza tra upper e lower era prossima al 10% mentre ora i due estremi si sono avvicinati tra loro a meno del 3% di distanza. Una molla pronta a scattare.

Siamo al di sotto dei già infimi livelli di volatilità del 2014. In quel momento EurUsd visse alcuni mesi con oscillazioni settimanali sempre più contenute prima di esplodere in un movimento che portò EurUsd da 1.40 al minimo sotto 1.05.

Non sto dicendo che la direzione o  l’ampiezza del movimento potrà essere identica, ma un’uscita da uno dei due lati (1.11 come supporto e 1.145 come resistenza) potrebbe avviare un periodo decisamente più movimentato per EurUsd.

Probabile che le prossime settimane che anticiperanno il FOMC saranno nervose con movimenti del Dollaro dipendenti dai dati macro, proprio quei dati che Powell ha indicato come fondamentali per tracciare il sentiero dei tassi di interesse americani.

Per questo motivo credo che i prossimi giorni potrebbero essere caratterizzati da ripetuti falsi segnali. Solo una chiusura confermata e definitiva di settimana sopra la resistenza di 1.145 potrà essere a mio modo di vedere essere considerata come un segnale per entrare long su EurUsd con stop però molto ravvicinati.

2 - Commenti

andrea bardelli

andrea bardelli - 28 giugno 00:22 Rispondi

Joe Salvatori

Joe Salvatori - 28 giugno 08:23 Rispondi