EurUsd guarda al FOMC e punta 1.12

Chissà se l’apparenza inganna, ma quello che stiamo vedendo sui mercati ha tutto l’aspetto di una serie di grande spavento che sta trasformandosi in grande opportunità. Opportunità di uscire da mercati obbligazionari incredibilmente sopravalutati, opportunità di sfruttare una nuova ondata di rialzo sui mercati azionari incerti finora in aree del mondo come Europa ed emergenti.

Arrivo a questa conclusione sulla prospettiva di possibili soluzioni che si stanno prospettando su due rischi che i mercati da diverso tempo stanno scontando, forse in modo eccessivamente pessimistico.

Parliamo della Brexit, con l’accordo tra UK e UE approvato sabato dal Parlamento inglese e che apre le porte alla fase finale di questa tormentata uscita della Gran Bretagna. Parliamo anche della trade war Cina Stati Uniti prossima a quanto pare ad una accelerazione nelle trattative che potrebbe finalmente sbloccare uno stallo capace di mettere sotto scacco il commercio mondiale rallentando le economie e provocando un ritorno della bassa inflazione.

Proprio questi due fattori sono alla base di un atteggiamento ultra espansivo della banche centrali che, capeggiate da una FED che a fine mese potrebbe tagliare nuovamente i tassi, stanno fornendo un altro tassello di sostegno ai mercati finanziari.

Tutto carburante che potrebbe far bene ai mercati azionari ed al tempo stesso favorire quell’appetito per il rischio che ha allontanato finora gli investitori dalle valute ad alto rendimento favorendo Yen e Dollaro.
E proprio il Dollaro americano potrebbe essere una vittima della politica monetaria della FED che prima ancora di riunirsi a fine mese ha annunciato un nuovo QE (ma Powell non vuole che venga chiamato così) da 60 miliardi di dollari al mese per acquistare titoli a breve con lo scopo ufficiale di tenere bene fornite le riserve bancarie, ma al tempo stesso irripidire la curva dei rendimenti.

Convenienza relativa a detenere dollaro che potrebbe perciò venire meno anche per effetto del supporto offerto dallo spread tra titoli USA e titoli tedeschi. Sopra 300 punti base pochi mesi fa, il differenziale sulle scadenze decennali è sceso ormai vicino a quota 200.

L’analisi tecnica non cambia idea. Per andare lunghi di EurUsd è requisito necessario superare quella media mobile a 200 giorni di 1.121 che da mesi stiamo commentando su queste pagine e che ha sempre fatto da barriera ad ogni tentativo di inversione di tendenza. Il recente movimento, dopo aver toccato i minimi a 1.08, sembrerebbe confermare come questo test può prendere corpo. L’avvicinarsi del Rsi alla zona di ipercomprato suggerisce la possibilità di uno short tattico in caso di test delle resistenze.

La tecnica di Ichimoku mette a mio modo di vedere nella giusta prospettiva la condizione di EurUsd. Siamo entrati ora dentro la nuvola il cui spessore rende certamente necessaria una forza dell’Euro importante per riuscire ad invertire la tendenza. La significatività della media mobile a 200 giorni è rafforzata proprio dal fatto che la lagging line dovrà superare 1.12 per confermare  definitivamente l’inversione.

Il FOMC di fine mese scioglierà la sentenza.

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