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EurUsd, Draghi vs Powell

Oggi tocca alla BCE ed a giudicare dallo scalpitante Bund tedesco una buona parte delle attese potrebbe essere soddisfatta.

Il titolo obbligazionario tedesco a 10 anni continua a sfidare i minimi assoluti di rendimento, ma è stato il movimento del tasso a 2 anni degli ultimi giorni (rendimento ai minimi assoluti di -0.78%) a confermare come il taglio dei tassi ufficiali ci sarà.

Così Draghi sposterà l’asticella del costo del denaro di nuovo più in basso sfidando le leggi di una finanza studiata sui libri di scuola che appare ormai obsoleta nell’era dei tassi negativi. L’ultimo taglio risale a marzo 2016, ma potrebbe anche esserci una riedizione del Quantitative Easing (fermo da dicembre) a ravvivare ulteriormente mercati azionari ed obbligazionari particolarmente frizzanti.

A Sintra lo stesso Draghi aveva anticipato il possibile cambio di strategia alla luce di dati di inflazione in costante accartocciamento. Il Governatore in uscita aveva lasciato intendere che la BCE per un po’ di tempo potrebbe addirittura rimanere sotto la curva dei prezzi al consumo nella speranza di ravvivare una fiammella troppo sopita di nome inflazione.

La nomina di Cristine Lagarde alla guida della BCE al termine del mandato di Draghi è stata quella conferma che i mercati attendevano per dare la stura a nuovi acquisti. La continuità appare garantita, l’intensità del passo lo scopriremo nei prossimi mesi.

Ed il congelato EurUsd sembra essersene accorto.

Dopo aver assaporato l’inversione di tendenza a fine giugno con una classica trappola per tori al di sopra della media mobile a 200 giorni, EurUsd ha girato in modo improvviso ed incisivo se consideriamo i livelli di volatilità visti negli ultimi mesi.

Da 1.14 il cambio è così sceso fino a 1.12 abbozzando un rimbalzo poi rivelatosi effimero. Lo sfondamento di questo livello di supporto potrebbe aver formalizzato una teorica (ed anomala visto che non si è formata al termine di un poderoso rally rialzista) figura di testa e spalle.

Se 1.12 può essere considerato un supporto assolutamente chiave, una chiusura questa sera sotto questo livello preparerà un affondo fino a 1.10 con il supporto di 1.11 che stavolta non dovrebbe reggere.
Naturalmente siamo alle ipotesi considerando che le due banche centrali, BCE oggi e FED la prossima settimana, dovranno esprimersi ufficialmente. Qualora il movimento su cui sta scommettendo il mercato (ovvero debolezza di Euro) dovesse rivelarsi corretto potremmo dire che la BCE rispetterà le attese, la FED un po’ meno tagliando di soli 25 punti base.

Un parametro che dalla nascita dell’Euro rappresenta per me un buon metro di misura per cominciare a ragionare su un bottom primario di EurUsd è il tasso di variazione a 12 mesi. Se, su base mensile, EurUsd perde più del 10% allora la strategia long Euro può essere presa fuori dalla cassetta degli attrezzi e ci si può mettere alla ricerca di un pattern di inversione; in caso contrario no. A marzo andammo vicini a questo pattern con un -9%, ma mancò quel punticino percentuale che avrebbe trasformato la correzione in corso da 1.25 come prossima all’esaurimento.

Naturalmente potremmo essere di fronte dopo 20 anni di vita dell’Euro ad una differenza statistica non significativa, fatto sta che l’Euro ha ricominciato a scendere ed anche il ROC a 12 mesi sta puntando nuovamente verso il basso (ora -5%). 

Fino a quando la media mobile a 200 giorni di 1.135 non cederà definitivamente squadra che vince non si cambia e quindi ancora lunga vita al Dollaro.

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